Beni culturali: con la giustificazione di uno snellimento delle strutture passa ia strategia di uno spoil system morbido, ma anche molto politico Acque agitate in via del Collegio romano per la riforma degli organismi tecnico-scientifici, voluta da Rutelli e approvata dal governo. Dei cinque componenti uno soltanto sarà eletto dai funzionari di settore che denunciano: «Arretramento democratico» Al ministero dei Beni culturali i presidenti dei comitati scientifici si erano rivolti anche al consigliere di Rutelli. Salvatore Settis, per scongiurare l'azzeramento delle presidenze e la riduzione del numero dei loro componenti. Gli chiedevano di riunire il Consiglio superiore del ministero per discutere il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri pochi giorni fa. Settis aveva risposto ai presidenti dei comitati con dieci righe di lapidaria ironia: «Vi ringrazio di avermi convocato e messo a parte del vostro disagio. Ma io non sono ancora il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali». Con il nuovo anno si apre insomma un nuovo fronte polemico al ministero di Rutelli Dopo la tempesta sulle nomine e le ventilate dimissioni, poi rientrate, di Salvatore Settis adesso la discussione è dunque sulla riduzione dei membri nei comitati di settore tecnico scientifico, gli organismi di consulenza delle direzioni generali del dicastero die vedranno scendere da 5 a 4 i loro componenti. Il provvedimento, approvato in fretta prima di Natale dalle commissioni cultura di Camera e Senato e quindi approvato dal Consiglio dei ministri, ha provocato reazioni ostili in via del Collegio romano. Dove si accusa un «preoccupante abbassamento della soglia democratica nei comitati scientifici». Con la miniriforma ottenuta da Rutelli. in effetti, la composizione di questi organismi è destinata a cambiare. Mentre oggi sono formati da 5 componenti: 1 esperto designato dal ministro, 2 dirigenti designati dal Coordinamento universitario nazionale e 2 eletti dai funzionari di settore, con il nuovo provvedimento di membri eletti ne resterà uno solo; l'altro continuerà a nominarlo il Cun, mentre due esperti di settore saranno di diretta nomina ministeriale. «Un avvitamento verticistico che non lascia presagire nulla di buono in merito all'autonomia di tecnici e dirigenti» dicono i quadri in rivolta del ministero. Che registrano un "arretramento democratico" anche rispetto alla riforma di Urbani, A incassare questo risultato per la verità Rutelli ci aveva già provato lo scorso agosto, quando aveva presentato all'esame preliminare del Consiglio dei ministri uno schema di decreto che insieme alla riduzione dei componenti dei comitati tecnico scientifici chiedeva al governo anche molto altro: la riduzione dei componenti il Consiglio superiore dei Beni culturali, il diritto di nomina sulla presidenza dei comitati scientifici e l'accorpa-mento di due comitati di settore - beni archivistici e librati - creando di fatto una fusione. A motivare il pacchetto di richieste le esigenze di razionalizzazione e snellimento nei ministeri espresse dal decreto Bersani. Ma la prima sortita di Rutelli viene respinta: contro di lui si scatenano i sindacati - che accusano una rappresentanza squilibrata tra le varie categorie - ma protestano anche i comitati tecnico scientifici che non vogliono la fusione di due loro organismi e gli stessi presidenti dei comitati. Molti di loro scrivono lettere critiche a Salvatore Settis nelle quali, come si ricordava, gli si chiede di riunire urgentemente il Consiglio superiore del ministero. Sta di fatto che Rutelli non ha ottenuto quello che voleva. È lo stesso Consiglio di Stato a chiedere al ministro di modificare lo schema di riforma presentato ad agosto al Consiglio dei ministri ritenendo fondate le critiche di sindacati e quadri del ministero. La proposta di Rutelli arriva dunque modificata a fine dicembre al vaglio delle commissioni di Camera e Senato che danno parere favorevole solo per la riduzione dei membri dei comitati tecnico-scientifici. Il Consiglio dei ministri infine approva. «La montagna ha partorito il topolino», dicono i critici a via del Collegio romano. «Ma», aggiungono «è un topolino amico di Rutelli» Questa operazione, si insinua infatti, servirebbe solo a cooptare direttamente persone vicine al ministro negli organismi direttivi dei comitati scientifici. Insomma spoil System morbido, ma dai tratti molto politici.
L'Indipendente (Milano)
3 Gennaio 2007
Comitati scelti a misura di ministro
RI
Riccardo Paradisi
L'Indipendente (Milano)
Il ministro dei Beni culturali, Rutelli, ha approvato una riforma che riduce i membri dei comitati tecnico-scientifici del ministero da 5 a 4. Questa decisione ha provocato reazioni ostili in via del Collegio romano, dove si accusa un preoccupante abbassamento della soglia democratica. I presidenti dei comitati scientifici hanno denunciato l'arretramento democratico e hanno chiesto di riunire il Consiglio superiore del ministero per discutere il provvedimento. Rutelli ha risposto con ironia, affermando di non essere ancora il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali.
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Bene culturale
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