Al Regio e Slow Food vanno i contributi più consistenti Tremano le associazioni dopo il caso Tff e la "minaccia" di Bresso sul ridimensionamento dei fondi Si temono tagli consistenti anche nei molti enti e nelle fondazioni pubbliche del Piemonte Nel mirino della giunta anche i megastipendi che alcuni manager si sono elargiti: polemiche per i compensi di Fossati a FilmCommission e Le Moli al Teatro Stabile -------------------------------------------------------------------------------- I più «ricchi» sono il Teatro Regio e Slow Food: è a loro che lassessorato alla Cultura della Regione elargisce i contributi più consistenti: 2 milioni e mezzo di euro a testa che per lassociazione fondata da Carlin Petrini sono però da dividere sotto tre voci diverse: un milione e mezzo è il contributo che la Regione dà a Terra Madre, di cui è comproprietaria del marchio così come del Salone del Gusto, cui versa invece circa 700 mila euro. Contributi biennali però, mentre annuali sono gli altri 300 mila euro che vengono dati invece allUniversità di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Dopo lannuncio della presidente Bresso - «Vicende come quella di Artissima e del Torino Film Festival ci impongono di rivalutare con attenzione a chi e come elargire i nostri finanziamenti» - sono in molti a tremare nel mondo della cultura piemontese. E non solo tra i privati. Anche negli enti o nelle fondazioni pubbliche, o nelle manifestazioni il cui marchio è di proprietà della Regione, cè il timore di tagli consistenti. La volontà di Bresso e della sua giunta di ridurre i costi della politica riguarda infatti anche, se non soprattutto, i megastipendi da centinaia di migliaia di euro che alcuni manager, culturali e non, si elargiscono con i soldi della collettività. Già nei mesi scorsi erano circolati alcuni nomi, da quello di Walter LeMoli, direttore del Teatro Stabile, a Giorgio Fossati, direttore di Film Commission, da Giacomo Bottino, direttore «dimissionato» del Circuito teatrale piemontese, a Paolo Corradini di Itp. Nessuna censura, spiegano in piazza Castello, si farà solo un esame attento delle spese che la Regione affronta finanziando le attività culturali, e della loro congruenza con gli obiettivi. E con gli stipendi dei dirigenti regionali. Tra le manifestazioni che ricevono maggiori fondi dalla Regione cè ovviamente la Fiera del Libro (il cui marchio è di proprietà pubblica) con circa un milione di euro lanno. Ad Artissima (anche lei pubblica) ne vanno 375 mila. Lungo lelenco di quelle gestite da privati, invece, e finanziate in tutto o in gran parte con denaro regionale. Proprio il Torino Film Festival ha ricevuto nel 2006 circa 700 mila euro, 105 mila sono andati invece al Festival del cinema gay (pubblico) mentre il Cinema delle donne (che poi è stato annullato) ne avrebbe avuti però a sua volta 105 mila. Si torna tra i privati con la rassegna musicale Traffic (organizzata dallassociazione Hiroshima Mon Amour): 250 mila euro il finanziamento, ma Hiroshima riceve poi un altro contributo di circa 100 mila euro per le sue attività e i concerti organizzati in via Bossoli. Ricca anche la torta assegnata a Torino Spiritualità: oltre 200 mila euro. Tra le rassegne teatrali e di balletto,120 mila euro vanno al Festival delle colline torinesi, 100 mila a Vignale Danza (organizzato da Mesturino, che riceve anche altri 35 mila euro per la rassegna il Gesto e lAnima). Tra i teatri, oltre allo Stabile (1 milione e 750 mila euro) e al Circuito Regionale (1 milione e 300 mila), 350 mila euro vanno al Teatro Europeo di Beppe Navello. La musica classica vede privilegiate tra gli altri le Settimane musicali di Stresa (100 mila euro) e lAccademia Montis Regalis di Mondovì (105 mila). In tutte e due però cè una presenza pubblica. Cinquantamila euro vanno invece a Maison Musique di Rivoli e alla Suoneria di Settimo Torinese. Infine letteratura e arte: 650 mila euro i fondi assegnati nel 2006 al Grinzane Cavour. Ente privato come la Fondazione Sandretto (500 mila euro) o Palazzo Bricherasio (400 mila). Pubblici sono invece ovviamente la Gam (cui nel 2005 sono stati dati 700 mila euro) e il Castello di Rivoli, punta di diamante della politica culturale regionale anche nellinvestimento: 3 milioni di euro. Il Museo del Cinema ha avuto invece un milione.