Una petizione con circa quattrocento firme è stata inviata al sindaco e alle forze politiche Nel mirino un intervento edilizio, appello lanciato agli amministratori SANT'ELPIDIO A MARE - Una petizione con circa quattrocento firme è stata inviata al sindaco, alle forze politiche elpidiensi, alle associazioni ambientaliste ed alla Soprintendenza per i beni arichitettonici delle Marche. Nel mirino alcune questioni concernenti le scelte urbanistiche in città. "Fino a poco tempo fa - scrivono i firmatari dell'intervento - , salendo dalla strada vecchia verso Sant'Elpidio a Mare, superato il nuovo stadio, fiancheggiando sulla destra il cimitero, si scopriva uno dei panorami più suggestivi del centro storico. Infatti da questo lato si delineava, dietro il secolare pino, il caratteriustico profilo della torre civica, della collegiata con il suo campanile, del municipio e dellecase circostanti arroccate sulla rupe. Al mattino il sole illuminava il centro cittadino facendo risaltare le calde tonalità delle mura in cotto, di fianco alla candida neve dei monti Sibillini. Di sera, a volte, questo skiline, si stagliava scuro, quasi surreale, sullo sfondo rossastro del cielo al tramonto. Ora, percorrendo la stessa strada, si delinea, davanti al centro storico, una tetra struttura in cemento armato, in fase di realizzazione che deturpa irrimediabilmente lo scorcio. Per chi è nato e vissuto in questa zona, per tutti quelli che hanno a cuore la nostra città e per quanti giornalmente arrivano in paese da questa parte, grande è lo sconforto nel vedere così oltraggiato il panorama. Man mano che cresce la struttura cresce anche la nostra rabbia e verrebbe la voglia di gridare forte agli amministratori (di ieri) che hanno concepito tale scempio: era opportuna la realizzazione di siffatta struttura su una scarpata così ripida, con artificiosi muri di sostegno e riporti di terreno?". Diversi altri gli interrogativi proposti: "Delle costruzioni di minore altezza e realizzate più a valle non sarebbero state più rispettose del paesaggio? Non è servito da monito l'oltraggio dei grandi palazzi costruiti negli anni '60 e '70 che hanno cancellato per sempre il panorama lato nord del centro cittadino?". Infine una serie di considerazioni per gli amministratori di oggi: "Non era forse il caso di bloccare, con coraggio e determinazione, quelle decisioni amministrative che hanno consentito questo? Non è compito degli amministratori tutelare il bene comune? Ritenete di aver fatto il possibile per evitare tale scempio e di non poter fare niente per rimediarlo?" Il messaggio finale lanciato dai quattrocento firmatari della lettera: "Noi ci sentiamo impotenti, consentiteci almeno di gridare a tutti la nostra rabbia per quello che avete fatto o lasciato fare".