L'interesse fondamentale è certamente quello di Palermo, ma quello sostanziale o generale, altrettanto certamente, supera gli stessi confini regionali. Stiamo parlando di almeno tre importanti complessi storico- artistici, tuttora chiusi e improduttivi nei depositi museali, che meritano adeguata o rinnovata attenzione da parte dell'opinione pubblica e dei vertici istituzionali e politici; in termini, possibilmente, risolutivi. Si tratta esattamente delle ricche collezioni settecentesche di pittura e arti applicate della Galleria di Palazzo Abatellis, chiuse da oltre cinquant'anni nei depositi della Galleria stessa, che non le può esporre per mancanza di spazio e per cui da quattro anni è sul tavolo (anche del Consiglio regionale dei Beni culturali) il problema di una apposita e adeguata sede. Poi di due splendide stele funerarie di Antonio Canova, bloccate dalla soprintendenza nel 1978 sulla via dell'esportazione in Germania e chiuse da circa quindici anni nei depositi di Palazzo Mirto. E infine della suggestiva collezione di carrozze ottocentesche già del colonnello Martorana, comprata dalla Regione nel 1985 e quasi da allora pure chiusa a Palazzo Mirto, in attesa del completamento dei restauri di Villa Raffo, nella Piana dei Colli, cui opportunamente sarebbe stata destinata. Non possiamo fermarci qui su aspetti, risvolti e «precedenti» in genere attinenti ai problemi specifici. Come quello, per fare un solo esempio, di una auspicabile convenzione tra Regione e Comune per una esposizione delle stele canoviane presso la Galleria comunale d'arte moderna che del resto accoglie tutta la pittura ottocentesca di proprietà dello Stato, affidatale a suo tempo. Ma tutto, naturalmente, può essere esumato, studiato e risolto, sol che si voglia, nel vero ed effettivo interesse per la produttiva fruizione dei nostri beni culturali, secondo le più vive opportunità di immagine e sviluppo della capitale e dell'intera regione. Fondazione Salvare Palermo