Mascio scrive al soprintendente Sulla controversa problematica dei siti archeologici della città, custoditi dalla Soprintendenza molisana e troppo spesso sbarrati perfino a quanti vorrebbero semplicemente divulgarne la bellezza e l'importanza, interviene il presidente del Consiglio comunale, Michele Mascio, che ha indirizzato una missiva al soprintendente ai beni storici ed archeologici: "Mi sono obbligato a scriverLe per rappresentarLe i rilievi di persone stimate che prima e durante il Natale sono arrivate o sono ritornate a Venafro per constatare ed apprezzare le opere e le fabbriche di epoca romana riportate da riviste dì settore e libri di storia. Che Lei conosce bene. Più di tutte quella poderosa struttura che è il Teatro Romano in località via Terme, ad occidente del Castello ed addossata alla montagna, quella che, come un mantello naturale, cerca di proteggere l'intero impianto imponente e suggestivo. Testimone di fasti e di grandezza che caratterizzavano la vita cittadina di quel tempo, (fine I e II sec. d.. C). Ebbene, all'inizio dì dicembre, una troupe della televisione pubblica che stava montando un servizio sugli oli ed oliveti legati a luoghi d'epoca antica e decantanti da storici d'eccezione ( Orazio, Varrone, Giovenale, ecc. ), non ha potuto filmare il magnifico edificio su citato perché chiuso, tutto recintato con un'alta ringhiera a fasce e listelli stretti che hanno reso il luogo inaccessibile alla gente e all'obbiettivo della telecamera dell'operatore. Si immagini le parole. Per continuare. Lo stesso giudizio e le stesse frasi di disappunto e di rimprovero le ho sentite da più personaggi che qui hanno radici e che ci invidiano perché inseriti nel go-tha del management nazionale. Senza dimenticare il vocio di una scolaresca in gita. Ora dico. A interrompere il recinto di quest'opera con feritoie onde permettere allo sguardo di penetrarvi e alle macchine fotografìche di rapire qualche immagine eo aprire il sito in determinate ore del giorno affidando le visite a qualche prestante e capace associazione di volontariato, come i carabinieri in congedo o ai ragazzi della protezione civile, non si farebbe un 'azione meritevole e apprezzata? Così da non far perdere delle opportunità alla Città, come quest'ultima del mancato servizio promozionale a costo zero sulla TV nazionale del luogo che ospita la struttura citata? E non è poco! A pensare l'accaduto e la situazione mi va di paragonare questo caso a quella persona ricca che per non mostrare e godersi le fortune in suo possesso è vissuta come un povero. Miserabilmente. Come non deve vivere Venafro perché essa vuole mostrarsi per quella che è e per quello che la storia le ha destinato. Una biblioteca a cielo aperto da godere se tutti ci disponessimo e ci adoperassimo come valenti bìbliotecari e, per amore o per dovere, ci prendessimo cura di essa. Il che servirebbe ad arricchire lo spirito della gente e ad aiutare l'economia.