Sono dodici le tombe scoperte durante gli scavi archeologici Sorride la frazione di Campora San Giovanni: dalla scorsa estate il suo nome è irrimediabilmente legato a quello di Temesa, la polis greca di cui parla Omero. Già nel primo canto dell'Odissea, quando narra dell'esplorazione dei greci nel Mediterraneo occidentale, spunta fuori il nome. Atena dice a Telemaco, figlio di Ulisse: «Adesso sono approdato :... con la nave e i compagni, navigando sul mare scuro come vino verso genti straniere, verso Temesa, in cerca di rame, e porto ferro fiammante». Per decenni le ricerche degli studiosi si sono concentrate sul Tirreno catanzarese e cosentino, ed i ritrovamenti del 2006 lasciano pochi dubbi. Prima di finire nelle mani dei locresi la pólis si sviluppò economicamente e commercialmente grazie all'estrazione di metalli. Sorprende il parallelismo con oggi: Campora San Giovanni ha un porto e vive ancora sul commercio e sull'imprenditoria, essendo una delle poche realtà calabresi altamente dinamica e produttiva. Prima di metà settembre son venute alla luce almeno cinque tombe; a fine mese erano già otto; a fine ottobre si arriva a dieci, poi l'undicesima. Undici sono quelle ufficiali, ma il giorno di Natale ha consegnato ancora un regalo: un'altra tomba, la dodicesima, è stata trovata, sempre a Campora nord, ed ora attende un paio di belle giornate per essere portata alla luce.