La vicenda del concorso ordinario a preside di scuola, richiamata dal sig. Genovese (lettera del 27 dic.) e da Giada Arghetti (lettera del 28 dic.), presenta delle analogie con quanto avvenuto riguardo al concorso per Soprintendenti storici dell'arte bandito alcuni mesi fa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il bando a 11 posti, giunto dopo oltre dieci anni dal precedente concorso, prevedeva una selezione solo per esami, tre scritti e un orale: unici requisiti per l'ammissione alle prove concorsuali laurea e specializzazione in storia dell'arte e 5 anni di ruolo nella pubblica amministrazione. Dopo la correzione dei compiti alcuni esclusi hanno fatto ricorso con diverse motivazioni e il concorso è stato sospeso sine die dal Ministero stesso, iniziativa presa a soli cinque giorni dagli esami orali e in assenza di pronunciamento di sospensiva da parte della magistratura. Gli ammessi agli orali sono 48 e tra questi alcuni direttori di celebri musei italiani, funzionari di vasta esperienza e alcuni più giovani; tra i ricorrenti, invece, vi sono alcuni Soprintendenti incaricati, cosiddetti reggenti, che si ritengono lesi nei loro diritti da un bando che non riconosce loro una priorità. Va detto che tali incarichi sono conferiti ad personam, scavalcando qualunque regola di anzianità di servizio o di graduatoria, senza pubblicità e trasparenza di informazione per gli eventuali posti vacanti: sono nomine totalmente discrezionali. Ebbene, in Finanziaria spunta fuori un nuovo concorso per dirigenti che premia la reggenza, facendone il titolo massimamente qualificante, e che elimina ogni prova scritta da superare: basterà un colloquio. E ciò in pendenza di giudizio del TAR sul concorso già espletato per tre quarti delle prove, in modo rigorosamente anonimo. E del concorso sospeso che ne sarà? E che fine farà l'art. 97 della Costituzione che sancisce che ai ruoli della Pubblica Amministrazione si accede per concorso pubblico, cioè aperto e libero? E delle promesse contenute nel programma "Per il bene dell'Italia", in cui l'Unione si impegna a riprendere i pubblici concorsi per tutta la Funzione Pubblica, escludendo le nomine ad personam, di evidente sapore politico? Per quanto riguarda i Soprintendenti si paventa già il futuro: un Ministro ti nomina con incarico diretto a tempo determinato, quindi costruisce un concorso a te riservato che suggella per sempre quella che è una nomina politica travestita da nomina tecnica. Se questa prassi si trasferisce al concorso per notai, magistrati o primari ospedalieri, vengono i brividi. Lettera firmata da: Angela Acordon, Luciana Arbace, Sandrina Bandiera, Gabriele Borghini, Luca Caburlotto, Stefano Casciu, Marco Ciatti, Bruno Ciliento, Fabio De Chirico, Anna Coliva, Daniele Ferrara, Luigi Ficacci, Maria Antonella Fusco, Laura Gigli, Matteo Lafranconi, Giorgio Leone, Fabrizio Magani, Francesca Romana Mainieri, Mariastella Margozzi, Rosaria Mencarelli, Marica Mercalli, Marisa Milella, Andrea Muzzi, Patricia Olivo, Giovanna Paolozzi Strozzi, Maura Picciau, Daniela Porro, Daila Radeglia, Claudia Tempesta, Saverio Urciuoli, AngelaTecce, Mariella Utili, Leandro Ventura, Fabrizio Vona