Nel 2006 lArcheologico guadagna trentamila presenze -------------------------------------------------------------------------------- Musei, aree archeologiche, residenze reali: la ripresa del turismo campano nel 2006 passa attraverso i numeri doro dellofferta culturale. A confermarlo il sensibile aumento delle presenze nei siti del circuito "Campania artecard". Nel corso dellanno appena concluso, infatti, ci sono stati 322 mila visitatori in più rispetto al 2005 (5 milioni 796 mila contro i 5 milioni 474 mila dellanno precedente) 425 mila in più rispetto al 2004. Un trend positivo con una crescita rispetto a due anni fa che sfiora l8 per cento. Il dato più incoraggiante per Napoli è linteresse sempre maggiore suscitato dal Museo archeologico nazionale che guadagna oltre trentamila ingressi in soli dodici mesi, passando da 364 mila a 395 mila presenze. Il 2006 è stato un anno da ricordare anche per gli scavi di Ercolano che hanno accolto 390 mila visitatori, quasi centomila in più del 2005. La reggia di Caserta, dopo il boom di presenze del 2005, continua a essere meta ambita e fa registrare un ulteriore incremento di diecimila ingressi. A rendere più cospicue le cifre hanno contribuito anche le "aperture intelligenti", quelle nei giorni di festa, solitamente di maggior richiamo per turisti e cittadini (anche ieri, come a Natale, i musei del circuito Artecard hanno aperto i battenti). Soddisfatto dei risultati lassessore regionale ai Beni culturali, Marco Di Lello: «Sono la dimostrazione che larte è unarma vincente per portare sempre più turisti, italiani e stranieri, in Campania». Con un rammarico, però. La caduta dimmagine della città negli ultimi mesi, a causa della recrudescenza degli episodi di violenza, ha penalizzato il settore. Insomma un bilancio positivo, ma poteva andare meglio. Ma a trainare il turismo in Campania non cè solo la cultura. Secondo stime dellOsservatorio turistico regionale il recupero generale sul 2005 è stato del 3,5 per cento e gli incrementi più significativi li hanno fatti registrare il segmento crocieristico (più 7 per cento) e quello ambientale (più 6 per cento).