Preziosi beni archeologici sequestrati dalla Guardia di Finanza esposti per la prima volta nella Chiesa san Francesco Borgia. In mostra reperti dell'età greca e romana, ma anche della preistoria, divenuti adesso di pubblico godimento Opere dell'accumulo egoistico, del saccheggio perpetuo, della storia offesa. Erano negli scantinati, ora sono di "godimento pubblico". Sono i beni archeologici recuperati negli ultimi anni dalla Guardia di finanza di Catania e che adesso fanno da battistrada per l'istituzione di un Museo regionale archeologico, con una sezione riservata appunto alle preziosità ritrovate anche dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico e della polizia, che rappresenteranno una sorta di messaggio di educazione permanente alla tutela del patrimonio culturale e artistico che passa dal contrasto e dalla repressione degli scavi, ma anche dall'impedire il commercio clandestino che conclude il percorso nella violenza culturale arrecata alla collettività che non potrebbe godere dei pezzi di storia. Da un'idea geniale del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catania, colonnello Agatino Sarra Fiore, è partita la mostra «Flavae Flammae Custodes Antiquitatis» che nella meravigliosa chiesa di San Francesco Borgia (patrimonio dell'Umanità) a Catania, aprirà poi il percorso al Museo regionale dei beni archeologici che rappresenterà un punto di partenza per l'ulteriore sviluppo della Sicilia. La prima volta che i reperti sequestrati finiscono in mostra e a suggellare l'importanza dell'evento, l'inaugurazione ha visto la presenza del comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, oltre che del presidente della Regione, Totò Cuffaro. Un'esposizione possibile dalla mobilitazione della Soprintendenza ai Beni culturali e in particolare del servizio archeologico (la dott. Maria Grazia Branciforti, soprintendente e il dott. Umberto Spigo hanno condiviso la mirabile direzione e l'ordinamento scientifico) che ha selezionato gli oggetti - oltre cinquecento - di cui la maggior parte risale all'età greca, in un arco cronologico compreso fra l'arcaismo e l'età ellenistica; mentre un gruppo limitato appartiene, invece, ad orizzonti preistorici e protostorici della Sicilia e dell'Italia centro-meridionale. Presente anche qualche testimonianza di età romana. Una mostra nel cuore barocco di Catania, in cui le memorie rubate del passato, rivivono e sono lì per tutti, affinchè tutti possano goderne. Colonnello Agatino Sarra Fiore: è sua la geniale intuizione dell'esposizione