Signore in ghingheri prendono il tè nei saloni del Ristorante ufficiale; Mussolini posa compiacuto accanto al re Vittorio Emanuele III e alla regina Elena; gli operai sostengono a braccia i marmi delle facciate del Colosseo Quadrato: lEur festeggia i suoi primi settantanni riscoprendo un passato quasi perduto, riaffiorato in sedicimila antichi scatti fotografici che sta restaurando insieme alla Soprintendenza. Le settanta candeline del quartiere simbolo dellarchiettura razionalista si sono accese a Santo Stefano, a settantanni esatti dalla data di costituzione dellE42: cioè dallistituzione dellEsposizione universale di Roma che si sarebbe dovuta realizzare nel '42 con grandi palazzi darte capaci di resistere al tempo. I gioielli dellEur nacquero così, affidati alla matita dei migliori giovani architetti dellepoca. Lutopia del regime fascista fu spenta però dalla guerra, che cancellò lEsposizione e paralizzò quelle grandi opere fino al dopoguerra. «Fu Virginio Testa, segretario generale dellEur fino alla guerra, a convincere De Gasperi e il giovane Andreotti a completare lEur invece di demolirlo», racconta il presidente di Eur Spa, Paolo Cuccia. «La grande edilizia - continua Cuccia - ha bisogno di grandi sponsor: oggi è tornata la volontà politica di una forte committenza pubblica, e partono questanno tre grandi progetti come la Nuvola di Fuksas, le gare per il Velodromo e la ristrutturazione del Palazzo della Civiltà italiana». «Con queste opere - aggiunge lAd di Eur Spa, Mauro Miccio - il quartiere nato 70 anni fa come luogo del made in Italy è destinato a diventare il più grande centro turistico congressuale dEuropa». Sulla torta di compleanno, intanto, poggiano 3.500 lastre fotografiche già restaurate e digitalizzate: sono metà del patrimonio di lastre antiche scoperto nei sottofondi del palazzo degli Uffici, oggi sede di Eur Spa. «Sono proprio le immagini delledificazione - dice larchitetto Francesco Innamorati, curatore del progetto di restauro - le foto più significative: scene di vita, operai al lavoro, visite ufficiali al cantiere. Sono le più suggestive, come quelle delle signore che prendono il caffè e il tè al ristorante ufficiale dellente, nella terrazza dello stilobate dove ora cè il bar Palombini: cerano bellissimi, enormi saloni. Furono distrutti nel dopoguerra, rimase solo la parte esterna delledificio». Il restauro di 6.700 lastre dovrebbe essere completato entro febbraio. Poi scatterà la seconda parte del progetto, che consiste nel recupero dei negativi di unepoca più tarda, quella della ricostruzione del quartiere avvenuta nel dopoguerra, completando infine il ripristino di quasi 17mila pezzi trovati e salvati dalle muffe dei sottofondi di palazzo degli Uffici.