COSENZA. Francavilla Marittima, Strongoli, Cariati e Mirto lungo la costa ionica, Roggiano Gravina e Torano Castello nell'entroterra, contrada Dolcetti di Castrovillari sul Pollino. E ancora mille altri siti archeologici, prevalentemente resti di insediamenti romani, depredati dai tombaroli che scavano meglio degli specialisti razziando di tutto: monete, vasi, pezzi d'oro, frammenti pregiati e moltissimo altro ancora. E tutta merce ambitissima dal mercato illegale che ha la capacità di veicolarli in poche ore nei quattro angoli del globo. Dall'Italia partono per la Svizzera eo la Francia, dove si possono fermare per la vendita a collezionisti e galleristi senza scrupoli, oppure possono prendere il volo per il resto del mondo, magari dove in quel momento specifico il mercato è più fondo. Il periodo maggiormente a rischio per i furti nelle aree archeologiche è la fine dell'estate e soprattutto le prime settimane dell'autunno. Perché le prime piogge inzuppano il terreno rendendolo più morbido e quindi relativamente facile da violare alla ricerca dei "tesori" da trafugare. L'opera dei tombaroli è spesso agevolata dalla completa mancanza di custodia e vigilanza a causa dei limitati fondi a disposizione delle soprintendenze ai Beni archeologici.
I siti colpiti da mercanti senza scrupoli
COSENZA. Francavilla Marittima, Strongoli, Cariati e Mirto lungo la costa ionica, Roggiano Gravina e Torano Castello nell'entroterra, contrada Dolcetti di Castrovillari sul Pollino. E ancora mille altri siti archeologici, prevalentemente resti di insediamenti romani, depredati dai tombaroli che scavano meglio degli specialisti razziando di tutto: monete, vasi, pezzi d'oro, frammenti pregiati e moltissimo altro ancora. E tutta merce ambitissima dal mercato illegale che ha la capacità di veicolarli in poche ore nei quattro angoli del globo. Dall'Italia partono per la Svizzera eo la Francia, dove si possono fermare per la vendita a collezionisti e galleristi senza scrupoli, oppure possono prendere il volo per il resto del mondo, magari dove in quel momento specifico il mercato è più fondo. Il periodo maggiormente a rischio per i furti nelle aree archeologiche è la fine dell'estate e soprattutto le prime settimane dell'autunno. Perché le prime piogge inzuppano il terreno rendendolo più morbido e quindi relativamente facile da violare alla ricerca dei "tesori" da trafugare. L'opera dei tombaroli è spesso agevolata dalla completa mancanza di custodia e vigilanza a causa dei limitati fondi a disposizione delle soprintendenze ai Beni archeologici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo