Palermo. Ci sarà presto anche un'opera di Bruno Caruso assieme alle duecentoventi della nuova Galleria d'Arte Moderna di Palermo. "Il dipinto non è stato ancora scelto dice il sindaco Diego Cammarata ma verificheremo presto quale acquistare. Per noi avere un quadro di Caruso sarà un privilegio". L'assenza del maestro palermitano, dalle ventiquattro sale del Complesso di Sant'Anna, non è una dimenticanza. In questo grande spazio, ristrutturato con puntiglioso rispetto filologico, tanti altri artisti siciliani e non sono esclusi. "Tutta la seconda parte del Novecento va totalmente riorganizzata. Il Novecento si basa sulle opere di grandissima qualità già in nostro possesso spiega la direttrice del Museo, Antonella Purpura ora si tratterà di studiare un percorso per il contemporaneo". Attualmente la collezione si apre con un olio del 1895 di Giuseppe Sciuti e si chiude con gli anni Trenta. La maggior parte delle opere sono frutto di donazioni e gli ultimi acquisti risalgono a parecchi anni fa. L'angustia delle sale nella precedente sede, un ridotto del Teatro Politeama, e il sempre rinviato trasferimento hanno impedito in questi anni ogni possibile ricomposizione della collezione. Molte opere erano nei magazzini e la gipsoteca con statue di grande pregio che hanno poi trovato spazio a Palazzo Ziino era affastellata nelle sale del teatro. La destinazione d'uso del complesso seicentesco di Sant'Anna, come nuovo spazio per la Galleria palermitana, risale al 1996, ai tempi di Leoluca Orlando. I lavori di restauro e consolidamento, finanziati prima dallo stato e poi dalla regione con i fondi di Agenda 2000, sono andati avanti in diverse tranche, fino all'inaugurazione del dicembre scorso. Il restauro dell'edificio è stato seguito passo passo dal sindaco Cammarata, affiancato da Roberto Termini e Tonino Martelli dell'assessorato al Centro storico. L'allestimento è stato curato dall'architetto Alessandra Raso. Il percorso per la disposizione delle opere, è stato individuato da un comitato scientifico, coordinato da Ferdinando Mazzocca. "Abbiamo bisogno ancora di un po' di tempo", aggiunge Antonella Purpura. "E' in corso la ricerca per la riedizione del catalogo. Il nostro possiamo definirlo un percorso in fieri. Per questo c'è l'idea di acquisire anche un'opera di Bruno Caruso". Visto che non è mai stato semplice definire il concetto di moderno è già consolante l'intenzione della direttrice Purpura di inserire autori viventi e siciliani nella galleria. Scegliere una tela di Caruso tuttavia non sarà facile. Tra quelle esposte in questi giorni a Palermo (molte sono in prestito), in una mostra antologica promossa dalla regione e ospitata a Palazzo Ziino, tante meriterebbero uno spazio nel complesso di Sant'Anna. Nella carrellata di settanta lavori, che si apre con il "Rabbino nel cimitero di Praga" del 1948 e si chiude con il "Ritorno in Sicilia", dipinto pochi mesi fa, c'è una Sicilia fiammeggiata dal sole, con i cesti, i coralli, le magnolie, i limoni, le Meduse, i ficus con le radici fitte, lunghe come ali prolungate verso l'infinito. E' "dell'artista più musicale del nostro secolo, quello che ha scoperto il ritmo nel segno" questa la chiave di lettura consigliata da chi ha organizzato la mostra di Palazzo Ziino ci sono anche gli omaggi ai Grandi: da Antonello a De Chirico, da Zeri a Klimt, immagini e memorie stese su tavole di legno e preparate, come si faceva un tempo, con biacca e colla di coniglio. Certo, prima di ogni possibile nuovo acquisto di dipinti di Caruso e di altri maestri, la Galleria d'Arte Moderna di Palermo, dovrà attirare a sé l'attenzione degli sponsor. L'Unione europea ha bocciato la richiesta dell'assessorato regionale dei Beni Culturali di finanziamento per una "misura" che prevedeva l'acquisto per i musei siciliani di nuove opere. "L'arte per l'Ue sostengono i responsabili dell'assessorato non sviluppa lavoro". La proposta, comunque, sarà ripresentata. "Alla data di oggi spiega la direttrice della Galleria d'Arte Moderna non abbiamo un budget per rimpinguare la collezione. Ritengo che si possa seguire la strada iniziale. Tutto il nostro patrimonio, dopo l'Esposizione nazionale del 1891, si è formato grazie all'apporto di capitali privati. Cercheremo di attrarre investimenti anche per il valore che questa nuova galleria rappresenta".