Il cibo, il vino, la neve, i laghi. I quattro punti cardinali del turismo piemontese diventeranno complementari al circuito storico delle Residenze sabaude sia quelle «istituzionali» sia i luoghi dedicati al piacere: la caccia, le relazioni sociali e amorose, la tavola. Sorgono in punti strategici scelti per la bellezza del luogo, la facile accessibilità oltre che a Torino, nel Canavese e nel Cuneese. Sontuose e raffinate le architetture, affascinanti i giardini su cui si sono esercitati architetti e artisti capaci di tessere una trama così armoniosa e delicata da meritarsi l'attenzione dell'Unesco come «Patrimonio dell'Umanità». Il circuito potrebbe essere suddiviso in tre tappe. Torino con il Castello Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Castello del Valentino, Villa della Regina. La «cintura»: Castello Ducale di Agliè, Castello della Mandria, Reggia di Venaria Reale, Castello di Rivoli, Palazzina di caccia di Stupinigi,Castello di Moncalieri. E infine residenze in Langa e dintorni a Racconigi, Govone, Pollenzo e Castello di caccia di Casotto. Palazzo Madama, al centro di piazza Castello, riassume la storia di Torino dalle torri romane alle feste organizzate nel grande salone in occasione delle Olimpiadi 2006 che ha fatto rimanere a bocca aperta persino gli inglesi, fino al recentissimo restauro e alla riapertura del museo Civico di Arte Antica. Palazzo Reale, sulla stessa piazza, non ha nulla da invidiare alle case abitate da altri reggenti: nelle sale disegnate da Castellamonte, a metà del Seicento su commissione di Cristina di Francia, moglie del duca Vittorio Amedeo I, hanno vissuto per oltre due secoli, prima i duchi e poi i re sabaudi. Il giardino con la sua fontana, intorno alla quale d'estate risuonano le note dei festival all'aperto, fu tracciato da Le Nòtre, l'architetto del parco di Versailles, Tuttavia Cristina aveva una particolare predilezione per l'altra residenza, quella che si specchia sulle acque del Po oggi sede della la Facoltà di Architettura, il Castello del Valentino. Del tutto singolare Palazzo Carignano voluto da Emanuele Filiberto e «pensato» dall'architetto Guarino Guariti (1679). Incanta la sua facciata di mattoni che la rende al tempo stesso rigorosa ma aggraziata per i sapienti innesti barocchi. Sede del Museo del Risorgimento, accoglie i tesori della Galleria Sabauda, con opere di artisti italiani e fiamminghi e la collezione di arte antica (Duccio di Boninsegna, Signorelli, Veronese, Tiziano) di Riccardo Gualino. Il salone delle feste fu sede del primo parlamento subalpino. Villa della Regina è da poco risorta dopo 60 anni di abbandono. Il Cardinal Maurizio di Savoia nel 1615 chiese all'architetto Ascanio Vittozzi una villa simile alle dimore rinascimentali romane destinata prevalentemente ai piaceri cortigiani. Si cimentarono per abbellirla, il Castellamonte, Juvarra, Crosato e Jaquinto. Ci abitarono volentieri Anna di Orléans e Maria Antonia di Borbone, spose di Vittorio Amedeo II e di Vittorio Amedeo III. A Stupinigi l'antica costruzione, Castelvecchio, fu dimora dei Savoia Acaja e poi del marchese Rolando Pallavicino. Nella seconda metà del Cinquecento la proprietà fu ceduta a Emanuele Filiberto, quando Torino divenne capitale del ducato di Savoia. In seguito Emanuele Filiberto donò la proprietà all'Ordine Mauriziano. Vittorio Amedeo II fece erigere la Palazzina per ospitare la nobiltà torinese durante le battute di caccia. Oggi è sede del Museo dell'Arte e dell'Ammobiliamento. Il castello della Mandria, vicino alla Reggia di Venaria è noto per il vasto parco dove nel Settecento venivano allevati i cavalli della famiglia reale e per la Cavalleria. Il Castello di Rivoli fra tutte le residenze è forse la più conosciuta a livello internazionale: non è mai stata una dimora reale (il progetto per trasformare un vecchio palazzo affidato a Juvarra, nel 1715, non fu mai concluso) ma è diventata sede del prestigioso Museo di Arte Contemporanea. Famoso anche il Castello Ducale di Agliè come set di una fiction televisiva. Era la dimora del conte Filippo d'Agliè e nel Settecento divenne patrimonio dei Savoia. Il Castello di Moncalieri, mise le sue radici nel Quattrocento ma fu ricostruito nel '600. Fu residenza di Vittorio Amedeo Il e della regina Maria Adelaide, moglie di Vittorio Emanuele Il. Ora è anche sede del Battaglione Carabinieri «Piemonte». In provincia di Cuneo il Castello di Racconigi circondato da un parco «romantico» con grotte, laghetti, cascate, fu trasformato da Carlo Alberto in una delle residenze più eleganti d'Italia. Al re piaceva anche il Castello di Pollenzo singolare perché riassume più stili architettonici, dal neo-romano al neo-medievale. Carlo Alberto volle creare qui sorta di azienda agricola sperimentale. Oggi è sede di una università di Scienze Gastronomiche. Nel Castello di Govone , appartenuto ai Savoia dal 1792 al 1870, dormì Rousseau mentre la Reggia di Valcasotto, nata nell'XI secolo come Certosa (di San Brunone), fu trasformata nell'800 in residenza di caccia.