Francesco Olivari, geologo, e fino a ieri assessore al comune di Camogli, è il nuovo presidente dellEnte del Parco di Portofino. E giovane, è preparato; chi lo conosce parla di lui come persona seria, animata da buone intenzioni. Ma lanno che sta per cominciare sarà, per il neo-presidente, un anno difficile. Sul monte di Portofino ci sono tante cose da fare: pulizia, sorveglianza, problemi amministrativi. Su tutti i compiti dei prossimi mesi incombe tuttavia uno problema spinoso: le pressioni forti, anzi travolgenti, per costruire il nuovo albergo, i posteggi (più o meno sotterranei), le palazzine. A favore dellalbergo si dice che è un vecchio progetto; che è stato disegnato da Vietti; che dovrebbe sorgere in unarea abbandonata e (secondo un termine di moda) degradata. Vietti è stato un buon architetto: incaricato di progettare un borgo marinaro su una costa della Sardegna, ha inventato Portocervo. Ma non sarebbe divertente vedere un pezzo di Portocervo a Portofino. E non si è capito quali sarebbero i vantaggi di queste nuove costruzioni, a parte i ricchi guadagni che esse procurerebbero a quelle poche persone che con tanta costanza, accanitamente, ossessivamente, si battono per realizzarle. Finora si è riusciti a impedire quello che, con ogni probabilità, sarebbe un nuovo scempio in una zona magica e benedetta. I predecessori di Olivari hanno fatto buona guardia. Il nuovo presidente deve ora prendere le sue decisioni, prima di sottoporle al Consiglio dellEnte, e queste decisioni faranno capire quale sarà lindirizzo della sua presidenza. Noi non aspiriamo a decidere per lui: gli chiediamo soltanto di ispirarsi alla conservazione e allo sviluppo della splendida zona che gli è stata affidata, senza cedere agli interessi di parte.