«Su piazza Marconi stiamo solamente seguendo le regole, dunque tacciamo il nostro dovere. E per quanto mi riguarda, non c'è proprio alcuna forma di irrigidimento su questa vicenda o nei confronti dell'Amministrazione Comunale di Cremona. Ma la situazione è quella che tutti sanno: non ci sono motivi per cambiare idea». Le ultime, flebili speranze di ottenere dalla Sovrintendenza un ripensamento sul progetto dell'autosilo svaniscono davanti alle parole di Angelo Maria Ardovino, il responsabile regionale dei beni archeologiici più volte chiamato in causa in questi giorni come principale oppositore dell'iniziativa. Dal suo ufficio di Milano, il sovrintendente commenta con tono cortese ma fermo l'insoddisfazione di larga parte dell'opinione pubblica cremonese, che ha visto nella 'bocciatura' dell'autosilo una scelta discriminatoria nei confronti della città. Del resto in altre realtà molto più ricche dal punto di vista archeologico si può fare quasi 'di tutto': la stessa Milano sta per dotarsi di un parcheggio interrato da cinquecento posti e quattro piani sotto piazza Sant'Ambrogio, a ridosso della Basilica, in una delle aree più importanti della città tardo antica e medioevale.. «Questo a me non risulta», taglia corto il sovrintendente che forse non ha ancora letto i giornali. «Voglio però ribadire che su piazza Marconi si registra totale identità di vedute da parte di tutti gli addetti ai lavori. Oltre a me, del caso si sono occupati gli uffici della sovrintendenza, il direttore generale dottor Proietti, i due ispettori ministeriali (Stefano Rezzi e Maria Rita Sanzi Di Mino, ndr} venuti a Cremona mercoledì mattina. E siamo tutti d'accordo». «Lo ripeto, non c'è nessun atteggiamento particolare, polemico o discriminatorio; quanto piuttosto una valutazione basata su elementi ben precisi, condivisa da altre persone. E più esperti verranno interpellati su questa vicenda, più saranno i pareri concordi con il nostro. E adesso mi scusi, ma ho da fare». Conversazione breve, ma dal contenuto inequivocabile. Non ci si può attendere nessuna apertura, nessun ripensamento per quanto parziale dal sovrintendente ai beni archeologici e dagli ispettori che di fatto hanno bocciato il progetto dell'autosilo. Già ridotta dall'ipotesi originaria di tre piani interrati ad uno solo, la struttura dovrebbe comunque sacrificare anche buona parte dello strato tardo medioevale di piazza Marconi, ritenuto invece di particolare interesse e dunque sostanzialmente vincolato. In questa situazione, anche l'ipotesi di ampliare il parcheggio su un solo piano alla vicina piazza Sant'Angelo diventa impraticabile. E la storia dell'autosilo finisce ancora una volta prima di cominciare, come del resto è già successo più volte nel corso degli ultimi vent'anni. Dopo il sopralluogo di giovedì mattina, i sovrintendenti regionali ai beni archeologici e culturali, insieme a due ispettori del ministero, hanno sostanzialmente bocciato l'autosilo di piazza Marconi. Non si potrà andare oltre un solo piano interrato, ma anche su quello le perplessità sono molto forti. Per settembre si attende la decisione del ministro Urbani.
Sull'autosilo non cambio idea.
La sovrintendenza regionale dei beni archeologici e culturali ha bocciato il progetto dell'autosilo di piazza Marconi a Cremona. Il sovrintendente Angelo Maria Ardovino ha spiegato che la struttura dovrebbe comunque sacrificare parte dello strato tardo medioevale della piazza, ritenuto di particolare interesse e vincolato. La decisione è stata presa dopo un sopralluogo di giovedì mattina, in cui sono stati presenti due ispettori del ministero. La decisione è stata condivisa da tutti gli addetti ai lavori, compresi gli uffici della sovrintendenza e i due ispettori ministeriali.
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