PALERMO. Sono oltre quattromila gli oggetti d'arte rubati recuperati nel 2006 dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale della Sicilia, che hanno presentato ieri il loro consuntivo relativo alle attività preventive e repressive in difesa del patrimonio culturale siciliano. Nel dettaglio si tratta esattamente di 4.132 tesori ritrovati, di cui 3.917 beni archeologici e 203 beni d'antiquariato. Sessantacinque, inoltre, sono i furti segnalati quest'anno (nel 2005 erano stati 72): nessun furto a musei (3 l'anno scorso), si confermano i tre raid in danno a enti pubblici, 22 a chiese (erano stati 27), e 40 ai privati (39 nel 2005). Il calo di furti a chiese ed enti religiosi è frutto della collaborazione tra i carabinieri e le diocesi siciliane che hanno migliorato i sistemi di sicurezza e di allarme avviando la completa ca-talogazione informatica dei beni chiesastici. Resta l'alto numero dei furti di reperti archeologici, oggetto di saccheggi dei siti siciliani da parte di tombaroli. Le segnalazioni di scavo clandestino nei luoghi archeologici, che pervengono al nucleo specializzato da tutte le soprintendenze dell'Isola, relativamente al 2006, mostrano comunque un leggero calo: 29 a fronte dei 34 del 2005. Denunciate per vari reati contro il patrimonio culturale 46 persone. Da settembre 2006, d'accordo con le varie soprintendenze, è stata avviata un'intensa attività di monitoraggio e censimento dei siti in sinergia con il nuovo nucleo Tutela patrimonio archeologico del Corpo forestale siciliano, recentemente costituito a Enna, e che opera in coordinamento con il reparto speciale dei carabinieri, come previsto da un protocollo d'intesa firmato nel 2005 tra la Regione e l'Arma. Tra le attività di carattere preventivo più significative, quelle relative al controllo dei siti archeologici sottomarini che hanno consentito il recupero e la messa in sicurezza di decine di importanti reperti archeologici di varie epoche, oltre che il puntuale censimento dei siti sommersi di interesse archeologico. Entro il 2007, si prevede l'apertura della sezione carabinieri tutela patrimonio culturale di Siracusa, che avrà competenza sulla Sicilia orientale. «Il lavoro del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale della Sicilia è fondamentale nella lotta contro chi saccheggia l'arte siciliana e alimenta il commercio clandestino». L'assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla pubblica istruzione, Lino Leanza, ha commentato così i dati. «Sono molto soddisfatto per il lavoro svolto da questo reparto speciale dell'Arma - ha aggiunto - che opera all'interno della stessa struttura del nostro assessorato. Nei suoi quasi quindici anni di attività il Nucleo ha ottenuto risultati interessantissimi con recuperi di grande valore come la Phiale d'oro. Il complessivo calo dei furti nelle chiese dimostra che un maggiore controllo attuato dalle stesse diocesi e dai carabinieri, oltre all'avviamento della catalogazione informatica dei beni, comincia a dare i suoi frutti. Le cifre si commentano da sole: un bottino di tutto rispetto. Appare evidente - ha concluso l'assessore - come le nostre aree archeologiche abbiano un gran bisogno di tutela».