Barocco che cade a pezzi. Un degrado che è sotto gli occhi di tutti. Nei giorni scorsi è caduto da un palazzo barocco un pezzo di cornicione. Ed è soprattutto l'edilizia civile a subire questo fenomeno. L'allarme fu lanciato lo scorso anno da uno studioso milanese di storia dell'arte, ma in effetti i palazzi di stile barocco del centro storico sono attaccati dallo smog e dalle intemperie e ce ne sono parecchi che sarebbero abbisognevoli d'interventi di restauro conservativo. Ovviamente intervenire sul privato non è facile, ma si può. Intanto c'è da registrare l'iniziativa promossa di recente da un'associazione culturale (la "Ciarciolo") che, in collaborazione con un gruppo di architetti toscani che hanno operato a Firenze e dintorni sempre nel campo del restauro, hanno promosso un monitoraggio degli edifici barocchi di Modica, che sta per essere completato proprio in questi giorni. In prospettiva si punta a preparare una sorta di "libro bianco" per evidenziarne lo stato di degrado ed anche le priorità da tenere presenti in vista di eventuali interventi. Lo stesso gruppo, tra l'altro, sempre con le stesse modalità e l'identico scopo sta facendo analogo lavoro con le antiche fontanelle pubbliche esistenti in città, comprese ovviamente quelle fuori uso. "Premesso che tutto si svolge a livello di volontariato e senza secondi fini - dicono, tra l'altro, gli interessati - è bene precisare che intendiamo svolgere un'azione di denuncia ma in termini costruttivi avendo come obiettivo il recupero di tanto prezioso patrimonio culturale. E' grazie ad esso che la città di Modica si ritrova inserita fra i beni dell'umanità tutelati dall'Unesco. C'è il grosso rischio di veder scomparire da qui a qualche anno certi stupendi capolavori dei nostri scalpellini, e tenendo conto anche che la categoria è pressocchè in fase di estinzione bisogna fare di tutto per salvarli. Per la verità non è che ci sia scarsa sensibilità in tal senso c'è invece scarsa disponibilità di fondi in giro, e quindi riesce difficile intervenire su palazzi nobiliari di proprietà privata". I promotori di questo interessante e importante progetto intendono, una volta approntata la documentazione (soprattutto fotografica, ma corredata da disegni tecnici e da una schedatura esaustiva), allertare le istituzioni al fine d'intervenire. "Dalla Regione Siciliana alla Soprintendenza - si fa ancora rilevare -ma anche il ministero dei Beni e delle attività culturali è possibile evitare che si consumi uno scempio sotto gli occhi di tutti. Già alcuni mascheroni sfigurati di certi palazzi del corso Umberto o la caduta di pezzi di ballatoi e cornicioni, purtroppo sempre più frequente, potrebbe costituire non un campanello d'allarme ma la conferma, se ce ne fosse proprio bisogno, di quello che sta accadendo giorno dopo giorno, rimanendo impotenti"