La celebre statua di Michelangelo è oggetto in questi giorni di polemiche e di proposte quantomeno originali. Una proposta choc, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Riportare il David dì Michelangelo, oggi visitabile nella Galleria dell'Accademia, in una piazza di Firenze, ma in una sala sotterranea, dove poter tornare a osservare anche dall'alto la celebre statua come la vedevano 1'artista ed i suoi contemporanei. È la proposta di un architetto padovano, Fernando De Simone, 59 anni, esperto di progettazione di costruzioni sotterranee e, in gioventù, allievo del critico d'arte Carlo Ludovico Ragghianti. De Simone suggerisce la realizzazione di un museo sotterraneo per ospitare il David, «magari - dice - sotto piazza della Signoria, o anche sotto piazza del Duomo, gli stessi luoghi dove pensavano di collocarla i committenti di Michelangelo». «Sistemare il David nel sottosuolo, in una sala espositiva, raggiungibile da rampe di scale che degradano verso il basso - motiva la sua proposta De Simone - farebbe rispettare le intenzioni di Michelangelo e darebbe ai visitatori le stesse possibilità di percezione visiva che l'artista ha pensato durante la creazione dell'opera, potendo il David essere osservato da più punti di vista». Michelangelo, ricorda l'architetto, scolpì il David sapendo che sarebbe stato osservato anche dall'alto dei palazzi dì Firenze, da finestre, balconi e terrazzini, cosa che poi avvenne, in piazza della Signoria, dove oggi è esposta una copia. «Per questo - ha affermato De Simone - Michelangelo curò con estrema attenzione la realizzazione di particolari della testa». «L'importanza per Michelangelo e i suoi contemporanei di dover apprezzare il David anche dall' alto - continua l'esperto - è documentata anche dall' alta scalinata, oggi scomparsa, che da Palazzo Vecchio fiancheggiava il David, come testimoniano un affresco del Ghirlandaio del 1485, conservato in Santa Trinità a Firenze, e il dipinto 'Ritratto di uomo armato' del Granacci, risalente al 1504, alla London National Gallery». «Lo stesso Ragghianti - cita De Simone - fece notare che il David, quando era in piazza della Signoria, era collocato sotto una scalinata che ne permetteva sia una visuale ascensionale che a spirale». Infine, il progetto del museo sotterraneo. Al riparo da inquinamento, vandali e rischio di attentati, il museo avrebbe un suo punto di forza nelle scale che scendono verso il sottosuolo. «Le rampe - ha spiegato l'architetto padovano - di accesso al museo sotterraneo permettono visuali uniche e multiple dell' opera che verrebbe presentata al pubblico nella sua originaria modalità di contemplazione». «E' una boiata». Questo il commento lapidario del soprintendente al Polo museale di Firenze, Antonio Paolucci, sulla proposta dell'architetto padovano. Perplessità espressa anche dalla direttrice della Galleria, Franca Falletti.