ROMA «Il primo progetto è: aprire un'impresa in un giorno, semplificando le procedure burocratiche». Parlare di semplificazioni va molto di moda negli ultimi tempi, ma l'obiettivo indicato ieri da Romano Prodi sembra molto impegnativo. Chissà cosa ne ha pensato il radicale Daniele Capezzone, primo firmatario di una proposta di legge sullo "sportello unico per le imprese". In quel testo si fissa una scadenza di sette giorni: chi ha chiesto l'autorizzazione per aprire un impianto industriale, un locale pubblico, un esercizio commerciale, deve ricevere una risposta entro una settimana. E se la risposta non arriva, l'autorizzazione si intende come concessa. Ora però il presidente del Consiglio spiazza Capezzone anticipando di ben sei giorni il termine. Eppure la proposta di legge presentata dall'esponente della Rosa nel pugno è stata firmata da altri trentasei deputati dell'Unione e ha avuto il beneplacito del ministro della Pub blica amministrazione, il diessino Luigi Nicolais. Insomma è un'iniziativa appoggiata da tutta la maggioranza, e fino a ieri sembrava avere qualche chance di andare avanti. Ora si tratta di capire se l'uscita di Prodi cambi le carte in tavola oppure no. Ci si potrebbe chiedere, poi, quanto sia effettivamente utile imporre scadenze del genere. In realtà nella legislazione italiana è già previsto un limite di tempo concesso ai Comuni per autorizzare gli insediamenti produttivi: trenta giorni, prolungabili a sessanta nel caso che l'amministrazione chieda chiarimenti. Ma la normativa prevede anche una serie di eccezioni che finiscono con il rendere quel termine solo teorico. In particolare, è esclusa dalle scadenze la "valutazione d'impatto ambientale", che in genere richiede mesi e senza la quale non si rilascia alcuna autorizzazione. Semplificare sul serio la vita delle imprese significa, inevitabilmente, allentare le maglie dei controlli ambientali e delle tutele per i beni culturali. Ma su questo terreno fino a oggi la maggioranza di centrosinistra si è sempre mossa con difficoltà. Senza contare che in Italia qualunque semplificazione ha sempre incontrato grandi resistenze. È di pochi mesi fa la proposta del ministro Nicolais di abolire il certificato anti-incendio obbligatorio, rilasciato dai vigili del fuoco. L'idea è stata bocciata sul nascere perché altrimenti i vigili del fuoco avrebbero perso 250 milioni di entrate.
Solo un giorno per aprire un'impresa
Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha anticipato di sei giorni il termine per la presentazione delle richieste di autorizzazione per aprire un'impresa, da 30 giorni a 17 giorni. La proposta è stata presentata da Daniele Capezzone e ha avuto il beneplacito del ministro della Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais. La normativa prevede un limite di tempo di 30 giorni per l'autorizzazione, ma esclude la valutazione d'impatto ambientale, che richiede mesi. La semplificazione delle procedure burocratiche è stata proposta per semplificare la vita delle imprese, ma potrebbe allentare le maglie dei controlli ambientali e delle tutele per i beni culturali.
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