LIDO. Realizzare solo la nuova sala da 2500 posti indispensabile per la Mostra del Cinema utilizzabile al di fuori del Festival anche per l'attività congressuale e rinunciare definitivamente al costoso piano sotterraneo del complesso che prevedeva il progetto dello Studio 51 vincitore del concorso bandito dalla Biennale. E' questo l'obiettivo realistico che ci si pone per il nuovo Palazzo del Cinema. Per portare a termine il progetto che resta comunque difficile e pieno di incognite, perché attualmente in cassa non c'è un euro per partire l'intenzione condivisa di Stato, Regione e Comune, senza opposizioni anche da parte della Provincia e quello di nominare un commissario straordinario per la costruzione del Palazzo del Cinema, sulla scorta di quanto già avvenuto per la ricostruzione della Fenice. E le analogie non si fermano qui, perché il papabile è l'avvocato Marco Corsini membro della Commissione Rutelli e che a fianco dell'allora commissario e sindaco Paolo Costa portò a termine la delicata partita della ricostruzione della Fenice, anche da assessore comunale ai Lavori Pubblici. Corsini è da sempre fautore dell'idea che il nuovo Palazzo possa essere costruito solo partendo da fondi pubblici e l'apporto dei privati potrebbe senmmai intervenire per la gestione del nuovo edificio come polo congressuale, al di là dell'attività della Biennale e su questo scenario si registra ora un certo interesse anche da parte di Unindustria Veneto, con il suo presidente Andrea Riello, presente all'ultima seduta della Commissione. Lo scenario più roseo, infatti, prevede una base economica di circa 70 milioni 20 promessi dal Governo entro il 2008, altrettanti annunciati dalla Regione e 30 ipotizzati dal Comune, devolvendo gli oneri di urbanizzazione previsti per la vendita da parte dell'Asl 12 dell'area dell'ex Ospedale al Mare per costruire il nuovo Palazzo rispetto a una previsione di spesa di 120 milioni di euro per il "sasso" progettato dall'architetto Rudy Ricciotti e dallo Studio 51. Non basterà, perciò, rimodulare il progetto o eliminare qualche sala per rientrare nel nuovo budget, ma è necessario eliminare l'intero piano seminterrato, dal quale, tra l'altro, sarebbe necessario partire nella costruzione, se il "sasso" fosse ancora l'ipotesi sul tappeto. Lo ha fatto capire anche ieri il sindaco Massimo Cacciari ma anche la Regione è d'accorso su questo punto dichiarando che sul fronte del progetto dell'opera si andrà a rivedere quello esistente, che non è quello esecutivo, perché quello esecutivo terrà presente una serie di problemi e di questioni emerse dopo la presentazione di quell'idea di massima». La novità importante sottolineata da Cacciari è nella decisione formale da parte del governo di stanziare un fondo significativo per il nuovo Palazzo del Cinema. Un risultato frutto del gioco di squadra tra Comune, Provincia e Regione, che deve continuare.