-------------------------------------------------------------------------------- Borgo San Lorenzo batte sul tempo tutti gli altri Comuni toscani ed inaugura per primo il Piano regolatore del futuro. Che oltre alla sostanza cambia anche il nome: dora in avanti si chiamerà Piano strutturale e verrà costruito, così assicura il sindaco Giovanni Bettarini che ha appena terminato il lavoro, «insieme alle categorie e ai cittadini che potranno valutare i progetti già inseriti nella collocazione immaginata per loro allinterno del paesaggio». In questo nuovo rapporto uomo-territorio su cui è basato anche il Piano di indirizzo territoriale regionale (Pit) - che lassessore allUrbanistica Riccardo Conti chiederà alla giunta di approvare il 15 gennaio - il processo di valutazione parte dalle immagini. «Non più disegni tecnici ma sovrapposizioni a colori sulle foto aeree delle zone in cui si intende costruire qualcosa», spiega lurbanista Silvia Viviani, che ha lavorato al Piano strutturale di Borgo insieme allassessore Paola Scotti. «Il territorio è stato suddiviso in zone e ogni microzona è evidenziata in una scheda di facile lettura anche per i non addetti ai lavori dove le edificazioni ipotizzate sono contrassegnate da vari colori, dal bianco al rosso, secondo il suo grado dimpatto ambientale. Accanto ad ogni colore, il giudizio: compatibile, non compatibile o rinviato alla seconda fase della programmazione comunale». E lo stesso obiettivo che la Regione si propone di raggiungere col Pit, dove è espressamente prevista la revisione da parte dei consigli comunali anche dei vecchi piani regolatori non ancora attuati. Il piano regolatore di Borgo rientra in questa tipologia: approvato dalla Regione con le precedenti norme urbanistiche regionali e tornato al Comune nel 2000 con stralci e prescrizioni, è stato attuato in minima parte. Così tutte le previsioni non tradotte in pratica sono state sottoposte a una nuova revisione. «Il sindaco di Borgo è stato particolarmente coraggioso perché sottoporre previsioni vecchio di dieci o anche quindici anni alla nuova visione del paesaggio e del territorio contenuta nel Pit è unoperazione tuttaltro che indolore», dice Conti. Lassessore non nasconde di avere un nervo scoperto da quando le associazioni ambientaliste danno battaglia sul caso Monticchiello e coglie al volo loccasione per lanciare qualche freccia avvelenata: «Ora che col Pit metteremo dei limiti allespansione della grande distribuzione scommetto che partirà la crociata contro la Regione rossa che frena la libertà dimpresa», dice Conti, «e magari a farla saranno gli stessi di ora, quelli dellassociazione "Italia Loro". Resta il fatto che noi intendiamo il contenimento dello sviluppo edilizio non solo dentro i confini della sostenibilità ma anche della qualità del territorio. E alla fine di gennaio il ministro Rutelli firmerà con il presidente Martini la prima intesa tra lo Stato e una Regione sul Codice del paesaggio del governo che noi abbiamo adottato nel Pit».