Cè chi vive con 420 euro al mese e chi sfiora i 30 mila. Un vigile urbano: "Per stare nel budget ho affittato casa in provincia" Limpiegato delle Poste: "Dopo 21 anni di servizio guadagno così poco che devo arrotondare facendo ore di straordinario" Gli stenti degli lsu e le grosse difficoltà dei portalettere: "Con la lira era meglio". Ma gli alti burocrati sono sempre più ricchi Se è vero che un operatore di call center part time che lavora quattro ore al giorno porta a casa 420 euro al mese, non va molto meglio per una lavoratrice a tempo pieno: «Guadagno 1.050 euro, sono assunta e mi reputo fortunata rispetto ai precari, ma questo rimane uno stipendio da fame», dice Serena Potenza che lavora alla Wind di Palermo. Anche nel pubblico ci sono stipendi sotto la soglia di povertà: un Pip (a Palermo sono 3.200), guadagna al mese, al netto delle trattenute, 620 euro. Ma se il Pip e il lavoratore nel call center sono ormai nellimmaginario collettivo quelli che hanno «stipendi da fame», hanno difficoltà ad arrivare a fine mese anche figure professionali come il dipendente regionale, il vigile urbano, o ancora limpiegato alle Poste. «Una volta lavorare allo sportello alle Poste significava avere una posizione - racconta Giovanni Bonanni, da 21 anni dipendente postale in servizio nella filiale di via Roma - Adesso guadagno 1.180 euro netti con 36 ore lavorative alla settimana, cerco di arrotondare facendo diverse ore di straordinario ma il mese scorso ho superato a stento i 1.300 euro». Ci sono luoghi di lavoro dove i colleghi nei giorni a ridosso della paga si aiutano tra di loro, come avviene tra i portalettere, che hanno uno stipendio di 1.097 euro: «Dopo 22 anni di servizio guadagno sempre la stessa cifra, con questo stipendio non si può più vivere - racconta Diego Cassaro - Mia moglie non lavora, e abbiamo problemi già il 12 del mese. Il nostro stipendio con larrivo delleuro è stato svalutato: noi postali ci sentiamo davvero poveri, capita spesso che i colleghi mi chiedano un aiuto, anche di pochi euro, quanto basta per comprare da mangiare. Siamo tutti pieni di debiti contratti negli anni scorsi per mantenere stili di vita che dobbiamo invece dimenticare». Non va meglio tra figure professionali come vigili urbani: «Guadagno 1.170 euro netti, con la qualifica di assistente capo, e ho la trattenuta di un quinto dello stipendio per prestiti fatti negli anni passati - dice il vigile Antonio Pintus - Mi sono trasferito ad Altofonte perché lì gli affitti sono più bassi, ma qualsiasi spesa imprevista mi getta quasi sul lastrico». Un vigile del fuoco guadagna 1.290 euro: «Sono un pompiere semplice e questa è stata la mia ultima busta paga, perché ho due bambini a carico. Ho lavorato anche il giorno di Natale, per cercare di arrotondare un po e fare qualche regalino alle mie bambine», spiega Luca Molina. Un operaio della Fiat di Termini Imerese riceve in busta paga 1.200 euro per 40 ore di lavoro: «Sono addetto al reparto "controlli frenaggio" - spiega Giuseppe DAgostino - La mia busta paga arriva a 1.400 euro con gli assegni famigliari. La tredicesima? È stata di appena 750 euro». Uninsegnante elementare, dopo 13 anni di lavoro, guadagna 1.197 euro: «Anche mio marito lavora nella mia scuola, la "Falcone" dello Zen - spiega Antonella Trogu - Tra spese di condominio e riscaldamento se ne va uno stipendio intero, con il resto tiriamo avanti la famiglia». Tra le figure professionali spesso mitizzate per gli elevati guadagni cè quella dei dipendenti regionali, ma anche qui non mancano le lamentele. Un dipendente di fascia "C" (la più elevata è la "D", con la qualifica di funzionario) guadagna 1.450 euro: «Compresi gli assegni famigliari», precisa Valerio Adragna, che lavora allufficio beni librari dellassessorato Beni Culturali. Tirano un sospiro di sollievo i manager, quello di una importante azienda metalmeccanica di Carini guadagna 50 mila euro lanno, e i medici. Un primario guadagna 4.900 euro al mese, ma, come spiega Beppe Termine, primario di chirurgia allospedale "Cervello", «il compenso è di molto inferiore rispetto a primari di aziende ospedaliere del Nord». Laltra faccia della medaglia è quella rappresentata dai super burocrati della Regione: la dirigente del dipartimento Programmazione Gabriella Palocci, tanto per fare un esempio, incassa 28 mila euro netti al mese.