Mai più pale vicino ai centri abitati, insorgono le aziende Il business dellenergia muove investimenti per 700 milioni di euro Le nuove regole fissate dagli assessorati Ambiente e Beni culturali In funzione 16 strutture già pronti progetti per realizzare 50 centrali -------------------------------------------------------------------------------- La guerra delleolico è cominciata con una circolare che porta la firma congiunta degli assessori al Territorio e ai Beni Culturali. E che detta regole più rigide per la realizzazione, in Sicilia, degli impianti che sfruttano lenergia del vento. Stabilendo, ad esempio, che nessuna pala può essere installata entro 5 chilometri dai centri abitati. Un giro di vite per le società che, fiutato il business, stanno investendo cifre da capogiro (la stima è di circa 700 milioni di euro) nella costruzione di centrali nellIsola. Davanti alla stretta decisa dalla Regione, due associazioni che raggruppano le aziende che operano nel settore - lAper e lAnev - minacciano azioni legali. Latto contestato è stato siglato prima di Natale e tenta di mettere ordine in una materia che - in attesa di un piano energetico che la Regione non ha ancora adottato - negli ultimi anni ha provocato un robusto contenzioso. Diverse sentenze del Tar Sicilia hanno annullato i provvedimenti con i quali le Soprintendenze avevano negato le autorizzazioni allinstallazione delle pale. Nella circolare degli assessori Lino Leanza e Rossana Interlandi si mettono alcuni punti fermi: la realizzazione degli impianti è vietata entro i due chilometri da aree archeologiche e monumenti, mentre nelle oasi e nelle riserve naturali, sentiti gli enti gestori, è consentita solo la posa di tubi e cavi sotterranei. Soprattutto, viene stabilito che la distanza degli aerogeneratori dai centri abitati non deve essere inferiore a 5 chilometri. È questa la norma che ha fatto andare su tutte le furie gli imprenditori del settore: Aper e Anev paventano «drammatiche ricadute sugli investimenti in corso nella regione». E annunciano la possibilità di azioni legali: anche perché la circolare - pur non dicendo nulla sugli impianti già realizzati - blocca tutti i nuovi progetti, anche quelli sui quali non è stato dato il giudizio di compatibilità ambientale: «È una netta opposizione allo sviluppo delle fonti rinnovabili nellIsola», si legge in una nota delle associazioni. Si associa Walter Bellomo, responsabile della sinistra ecologista Ds: «Forse il governo intende puntare sul petrolio o sul nucleare?». «Vogliamo solo evitare la devastazione del territorio: avete visto quante "croci" sulle nostre colline?», replica Nino Scimemi, il capo di gabinetto dei Beni Culturali. Sullo sfondo interessi forti: fra le società che hanno già investito in Sicilia grandi gruppi come Enel ma anche aziende locali come la Moncada costruzioni di Agrigento. Ad aprile (ultimo dato disponibile) erano 16 le centrali esistenti, per una produzione di 316 megawatt. «Ma con i cantieri già pronti ad aprire - dice il capo dellufficio speciale per lenergia, Gandolfo Gallina - si arriverà presto a 50 impianti, per 2 gigawatt (2 mila megawatt) di produzione. È sicuramente un settore interessante per chi investe, molto meno per la Regione». Che, vorrebbe aggiungere, è chiamata a concedere le autorizzazioni ma dal business del vento non ricava neppure un euro.