Ricorso di demanio e ministero. La Provincia: un volano di sviluppo Legambiente: il sito va salvato e il controllo deve essere pubblico. Nel 2005 il passaggio di mano dello specchio d'acqua flegreo. I proprietari: siamo sereni noi vogliamo il risanamento. Guglielmo: Al Comune di Pozzuoli toccano i compiti di tutela dell'area Lo Stato tenta di rientrare in possesso del lago Lucrino. Dopo aver tralasciato di esercitare il diritto di prelazione nell'autunno 2005, quando lo specchio d'acqua flegreo passò di mano in una trattativa tra privati, Agenzia del demanio e ministero per i beni culturali hanno deciso di adire le vie legali, rivolgendosi al tribunale delle acque pubbliche. Parte in causa sarà anche la Provincia di Napoli, che lo scorso 21 dicembre ha deliberato di entrare nel contenzioso legale a fianco degli enti governativi. Si punterà a far riconoscere il lago Lucrino rientrante nella legge Galli, del 1994, che mira a far appartenere allo Stato tutte le acque superficiali e sotterranee. Mentre il tribunale in sentenze passate aveva optato per la natura salmastra del lago, riconoscendolo per questo come proprietà privata. La prima udienza al tribunale regionale delle acque pubbliche si terrà il prossimo 24 maggio. Quello che sembra certo è che si sta per aprire una lunga querelle giudiziaria, con l'effetto di ritardare il risanamento e la valorizzazione del lago puteolano. Il Lucrino attualmente appartiene alla Elgea, immobiliare di Pozzuoli. La società lo comprò a fine 2005 da Clotilde Schiano, storica proprietaria del lago. La somma fu di circa 850mila euro. Ci furono all'epoca appelli di intellettuali e società civile verso lo Stato affinché intervenisse nel diritto di prelazione. Ma i vari enti, per diverse ragioni, si mossero in ritardo. «Il nostro unico obiettivo - dice Roberto Affabile, amministratore delegato dell'Elgea - è quello di risanare il lago, aggredito per anni da abusi di ogni tipo». In effetti la situazione del Lucrino non è bella. In alcuni tratti è profondo meno di un metro, per la melma depositatasi sul fondale. Anche il ricambio con il mare, indispensabile per l'ossigenazione delle acque, è pregiudicato dai rifiuti, che ostruiscono la foce del lago. «Comunque - conclude Affabile - siamo sereni per quanto riguarda il giudizio del tribunale. In passato si è sempre espresso sulla natura privatistica del lago». Sul Lucrino resta alta anche la vigilanza della Soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali. «Dal punto di vista del giudizio - dice il soprintendente Enrico Guglielmo - non entro nel merito, visto che la situazione è abbastanza controversa. Però la situazione del lago è sotto gli occhi di tutti. La tutela sarebbe toccata al Comune di Pozzuoli. A noi tocca il compito residuale di controllo di legittimità degli atti del Comune. Ma è tanto tempo che questo non ci passa più pratiche e noi non abbiamo la forza per un controllo capillare del territorio». Per Legambiente il controllo deve passare al Demanio. «E al di là di tutto - dice il presidente regionale Michele Buonomo - quello che conta è salvare, dal punto di vista naturalistico, il lago. Valorizzazioni che puntano sull'aspetto economico non vanno bene». Antonio Pugliese, vicepresidente della Provincia, spiega che l'intervento dell'ente è necessario: «Il lago può essere un volano di sviluppo per tutta la zona. È un bene pubblico e come tale le istituzioni devono tutelarlo, anche con la realizzazione di un circumlago, per renderlo fruibile a tutti i cittadini». L'UDIENZA Si terrà il 24 maggio 2007 la prima udienza al tribunale regionale delle acque sul ricorso di demanio e ministero LA CIFRA 850mila euro è stata la cifra pagata dalla Elgea immobiliare che, nel 2005, comprò il lago da Clotilde Schiano L'INQUINAMENTO I rifiuti ostruiscono la foce del lago. In alcuni tratti il bacino è profondo meno di un metro a causa della melma depositata