Rioni Sassi Due nuovi accessi agli ambienti ipogei adiacenti all'ex convento Il parcheggio sotterraneo ai piedi dell'ex convento di Sant'Agostino non si farà. Le notizie che da Roma giungono a Matera non sono ufficiali, ma parlano di una decisione maturata a livello di ministero per i Beni culturali che accantonerebbe un progetto particolarmente avversato da alcune forze politiche, associazioni ambientaliste e culturali, nonché singoli cittadini. Il tira e molla è andato avanti per parecchi mesi. Adesso, a quanto pare, non ci sarà nessuna autorimessa sotterranea da ricavare nelle viscere di un tessuto storicizzato e particolarmente delicato come quello del Sasso Barisano. Anzi, coerentemente a un precedente accordo stipulato tra ministero dei Beni culturali e Regione Basilicata nel 2000, in superficie si punta a ripristinare un'area verde che in qualche modo ricordi l'antico giardino del convento e, per rendere visitabili gli ambienti ipogei, anche due ingressi a diversa quota. La vicenda ha visto mobilitarsi una buona parte dell'opinione pubblica locale che, in realtà, non ha mai compreso fino in fondo come mai la Soprintendenza ai beni Ambientali e architettonici abbia potuto in un primo momento avversare il progetto di un grande parcheggio nella stessa zona e, dopo qualche anno, farsi parte dirigente di un'altra iniziativa, più modesta rispetto alla precedente, eppure, per certi versi ancora più dirompente. Si, perché se l'ente pubblico preposto al ruolo di «controllore» stabilisce che è possibile realizzare in un'area del patrimonio mondiale dell'Umanità un'autorimessa destinata ai propri dipendenti, poi, è difficile orientarsi. L'ex convento di Sant'Agostino è infatti sede della Soprintendenza ed è inserito in una zona che, tra l'altro, rientra nella zona di traffico limitato. In ogni caso, le automobili, salvo la complicata ricerca di deroghe particolari, non avrebbero potuto accedere a quell'autorimessa. Intanto, stava diventando sempre più complicato digerire un mutamento di rotta così radicale. Non a caso il ministero nel 2000 aveva stabilito di individuare risorse finanziarie per ovviare all'idea del parcheggio. Poi, nell'opinione di molti è venuta meno quella che in qualche modo è stata definita «la ragione sociale» della stazione appaltante. È complicato pensare a una Soprintendenza che si mette a costruire garage in una città Unesco. Non che debba per forza prevalere il ruolo tetragono dell'interdizione, del divieto ma, a quel punto la polemica è scoppiata evidenziando toni di una criticità abbastanza duri. Non a caso si è fatto cenno agli effetti «diseducativi» che una simile iniziativa avrebbe prodotto sulla comunità. Altri cittadini, sulla scia della Soprintendenza, avrebbero potuto chiedere, a quel punto, di realizzare negli ipogei sotto casa comodi garage collegati con gli ambienti fuoriterra ristrutturati nei Sassi. Perché a loro sì e a noi no?, è diventato l'interrogativo più frequente e inquietante.
Matera, il ministero ha scelto il verde. Stop al parcheggio
Il progetto di costruzione di un parcheggio sotterraneo all'ex convento di Sant'Agostino a Matera è stato sospeso. Il progetto era avversato da diverse forze politiche, associazioni ambientaliste e culturali, nonché singoli cittadini. Il ministero dei Beni culturali e la Regione Basilicata avevano concordato nel 2000 di non realizzare un grande parcheggio nella zona, ma di ripristinare un'area verde in superficie. Invece, si è deciso di realizzare due ingressi agli ambienti ipogei per renderli visitabili.
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