Il Parco archeologico del Tuscolo diventa realtà. L'intero consiglio della Comunità montana dei Castelli Romani e Prenestini ha approvato, nei giorni scorsi, la delibera di indirizzo per l'istituzione del Parco archeologico del Tuscolo che interesserà i comuni di Monte Porzio Catone, Frascati, Grottaferrata e Montecompatri. «Si tratta di un primo passo molto importante - commenta Giuseppe De Righi, presidente della Comunità montana - che avvia le procedure per tutelare un'area archeologica di grande valore internazionale». Una prima legge di istituzione di un Parco al Tuscolo fu presentata qualche anno fa dal senatore Severino Lavagnini, ma la proposta non è stata mai discussa nella specifica commissione. Qualche anno dopo la legge è stata ripresentata al Senato da Willer Bordon, ma anche in questo caso non è stato fatto niente. La Comunità montana, per evitare lungaggini procedurali, ha scelto, invece, l'iter del cosiddetto "Codice Urbani" che affida agli enti locali compiti specifici per l'istituzione di aree protette. Dopo tanti anni di attesa adesso gli amministratori della Comunità montana affermano di voler accelerare le pratiche. «Nelle prossime settimane - spiega Fausto Bassani, assessore ai Beni culturali nell'ente montano - emaneremo un bando per dotarci di uno studio di carattere giuridico ed economico che deve attuare gli obiettivi progettuali». Lo studio servirà a definire l'istituzione del Parco archeologico nei dettagli sia per quanto riguarda gli aspetti gestionali che quelli di carattere scientifico e di tutela. Prevista già in questa fase, un'ampia discussione tra gli enti competenti. «Parteciperanno all'istituzione del Parco - promette De Righi - i Comuni, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e la Sovrintendenza ai Beni archeologici. Inoltre per dare al nostro progetto una valenza internazionale ci avvarremo delle ricerche sul turismo culturale del progetto europeo, avviato con Grecia e Spagna». In una prima fase il Parco dovrebbe svilupparsi su un'area di settanta ettari circa. «Il nucleo costitutivo - riprende l'assessore Bassani - comprende la zona del Foro che dovrà essere raccordata con le aree contigue di interesse archeologico del Barco Borghese, delle Scuderie Aldobrandini e della Molara. Dobbiamo, insomma, definire una perimetrazione che soddisfi l'idea di Parco a larga fruizione ambientale in cui dovranno prendere forma gli itinerari turistici culturali». Ma proprio nelle zone contigue al Tuscolo, lungo la cosiddetta valle Latina, incombono gli spettri di una megalottizzazione. Nelle settimane scorse i gruppi ambientalisti di Frascati e di Grottaferrata si sono mobilitati per cercare di evitare l'ennesimo scempio. «Un parco archeologico - hanno sempre detto gli ambientalisti - deve per prima cosa scongiurare il pericolo del degrado e del cemento». La paura, insomma è che si costruisca in zone già tutelate dal Parco dei Castelli un ennesimo carrozzone che serva solo a sprecare soldi e a "piazzare" gli amici.