Careggi deve presentare entro 4 mesi un progetto di recupero delledificio monumentale ----------------------------------------- Arredi e opere darte resteranno di proprietà dellateneo ma la Regione potrà decidere di esporle al pubblico Sono 12mila metri quadri pagati 46 milioni. Nel giardino allitaliana il Poggi inserì anche piante esotiche ------------------------------------------------------------------ Quarantasei milioni di euro. Tanto è costato alla Regione acquistare la monumentale Villa "La Quiete delle Montalve", la dimora ai piedi di Monte Morello, tra Careggi e Castello, dove visse lultima discendente della famiglia Medici, Anna Maria. Il prezzo dellimmobile è stato stimato dallAgenzia del territorio di Firenze. La villa, grande dodicimila metri quadri, è passata poi alluniversità di Firenze che ieri lha ceduta alla Regione. Il cambio di proprietà firmato dal presidente della Toscana Claudio Martini e dal rettore dellateneo Augusto Marinelli, segna anche linizio di una nuova era. La destinazione futura delledificio sarà divisa tra Regione e Azienda ospedaliera di Careggi, che realizzerà un centro di alta formazione medico-sanitaria. Sono previsti anche il trasferimento della sede dellIrpet e dellAgenzia regionale della sanità, attualmente a Villa Fabbricotti. Laccordo stabilisce che lazienda di Careggi presenti entro quattro mesi un progetto di ristrutturazione e recupero mirato alla realizzazione di un "laboratorio regionale per la formazione sanitaria" oltre che ad altre attività didattico scientifiche a livello regionale. Ma il disegno della futura destinazione è più ampio. La villa diventerà anche sede di un museo: lintesa stabilisce che lUniversità di Firenze - pur mantenendo la proprietà delle numerose opere darte e arredi (dipinti, sculture, oreficerie di importantissimi autori) presenti nel complesso - le ceda in comodato alla Regione perché vengano finalmente esposte al pubblico. «Per luniversità questa intesa è di enorme importanza», dice Marinelli. «Ci permette di mantenere impegni già presi come il contratto di comodato per nove anni con la Fondazione Franceschini, di aprire una scuola di formazione e di realizzare allo stesso tempo un museo che tuteli il patrimonio artistico allinterno della villa. Il protocollo firmato con la Regione e lazienda Careggi non rappresenta solo la soluzione di problemi finanziari contingenti», insiste il rettore, «ma anche loccasione per valorizzare sotto il profilo culturale un bene storico di grande prestigio». Secondo Martini «laccordo è un significativo esempio di sinergia fra tre diverse istituzioni pubbliche del territorio impegnate a vario titolo nei campi della formazione e della cultura con il risultato di utilizzare in tutte le sue potenzialità un complesso monumentale di così grande valore». La storia di villa "La Quiete" è legata alle vicende delle Minime Ancille della Santissima Trinità, le Montalve, che traggono il loro nome dalla Venerabile Eleonora Ramirez di Montalvo, fondatrice dellOrdine cui fu affidata fin dal Seicento lopera educativa delle giovani nobili. Acquistata nel 1593 da Pier Francesco de Medici, sotto Cosimo I fu sede dei commendatori dellOrdine di Santo Stefano. Nel 1627, quando ne divenne proprietaria Cristina di Lorena, visse il periodo di maggiore splendore. Il Granduca Ferdinando II de Medici la concesse poi ad Eleonora Ramirez di Montalvo che, dal 1650, la destinò a ritiro di campagna della Congregazione da lei istituita, le Montalve, destinata alleducazione di fanciulle nobili. Nel 1724 Anna Maria Luisa, ultima discendente della famiglia Medici, si trasferì alla Quiete e dotò la villa di un giardino allitaliana, per il quale si avvalse della consulenza di Sebastiano Rapi, giardiniere di Boboli. Il giardino allitaliana, costituito da aiuole geometriche e ricco di fontane, è separato con una limonaia dalla ragnaia, un boschetto di lecci destinato alla caccia e al riparo dal caldo dei mesi estivi, che nel secolo XIX venne trasformato, su progetto di Giuseppe Poggi, in parco ricco di piante esotiche. Leducandato fu chiuso agli inizi degli anni Settanta e nel 1992, con legge statale, acquisito dalluniversità.