Lassessore regionale: "Sette milioni sono pronti, ma se loperazione si ferma possiamo investire altrove" Il futuro della società mista nelle mani di Rutelli Il soprintendente Nicola Spinosa: "Non so se quella sigla è nelle condizioni di ricevere laffidamento. Sono presenti anche ditte edili, ma a quale titolo?" -------------------------------------------------------------------------------- Sette milioni di euro per far partire loperazione: il trasferimento della gestione di alcuni siti culturali dallo Stato alla Regione. Dove per Regione sintende una società mista, la Scabec, 51 pubblica, 49 ai privati. Una delle 22 risparmiate dai tagli e dagli accorpamenti della delibera antisprechi di inizio novembre. Doveva essere tutto pronto per Capodanno. Invece no. Ecco i dubbi del soprintendente al polo museale Nicola Spinosa: «Non so se quella società è nelle condizioni di ricevere laffidamento». Ecco linterrogazione parlamentare al ministro Rutelli presentata dal deputato Riccardo Villari. Lo stesso partito, la Margherita. La stessa corrente. Sembra una corsa giunta al capolinea. Ma dice di no Marco Di Lello, assessore regionale al turismo che con il direttore dei beni culturali Stefano De Caro segue il passaggio di consegne. «Non mi giungono segnali negativi. Per me resta valido lannuncio dato da Rutelli a settembre. Siamo in attesa. Sette milioni di euro sono pronti. Se il processo si ferma? Quei milioni già pronti possiamo investirli altrove». Linterrogazione di Villari chiede di conoscere se la procedura per la gestione rispetta i codici. Le perplessità: lindividuazione dei siti, la natura dei privati presenti in Scabec (Società campana per i beni culturali), la sovrapposizione di alcuni servizi con il lavoro di Ales, società ministeriale che partecipa alla manutenzione. Giusto un anno fa, Di Lello e la Margherita duellarono in maniera aspra sulle nomine nella sanità e negli enti provinciali del turismo. Ora il bis. «Nellinterrogazione - dice - ci sono inesattezze: ma è rivolta a Rutelli, sarà lui a rispondere. La proprietà rimane allo Stato, mentre la nuova gestione consente lapertura di siti altrimenti non fruibili. Con i sindacati cè dialogo: difficoltà non ne vedo. La penso come Rutelli, nessuno utilizzerà loperazione come ammortizzatore sociale». Nicola Spinosa non mette da parte il suo dissenso. «Sul metodo, primancora che nel merito. Possibile che i soprintendenti non siano stati consultati? Forse perché noi non entriamo mai in agitazione, contrariamente ai sindacati. Esistono molte contraddizioni che aspettiamo di veder chiarite: invece De Caro non si è mai preoccupato di spiegare. Per esempio. Nella Scabec sono presenti una società di vigilanza e ditte edili, ma a che titolo? Sono un funzionario dello Stato, pongo il problema, vorrei vederci chiaro. Ho fiducia nelle decisioni di Rutelli».
CAMPANIA: Scabec, duello Di Lello-Villari
Il ministro Rutelli ha annunciato che 7 milioni di euro sono pronti per far partire l'operazione di trasferimento della gestione di alcuni siti culturali dallo Stato alla Regione. La società mista, la Scabec, 51 pubblica, 49 ai privati, dovrebbe essere in grado di ricevere la fiducia per ricevere il finanziamento. Tuttavia, il soprintendente Nicola Spinosa esprime dubbi sulla società e sulla procedura, chiedendo di conoscere se la procedura rispetta i codici e se la proprietà rimane allo Stato. L'assessore regionale Marco Di Lello afferma che non ha segnali negativi e che i 7 milioni di euro possono essere investiti altrove se l'operazione si ferma.
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