Il sovrintendente Antonio Paolucci sembra aver vinto davvero la battaglia del David: parola del ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani. Che, dopo aver esaminato il dossier sul restauro della statua forse più famosa del mondo inviategli nei giorni scorsi proprio da Paolucci, ieri si è infine pronunciato. Via libera al restauro con metodo «ad acqua» (già scelto dallo stesso sovrintendente) a base di impacchi «di cellulosa impregnata con acqua bidistillata, per tempi di contatto molto ridotti e differenziati da zona a zona». Dunque, da settembre si riparte, sempre sotto gli occhi dei visitatori della Galleria dell'Accademia (il cantiere resterà infatti un cantiere aperto). E Cinzia Parnigoni, nuova responsabile tecnica del restauro dopo l'abbandono di Agnese Parronchi, tornerà a utilizzare quel metodo che la direttrice dell'Opifìcio delle pietre dure Cristina Acidini aveva definito «il più innocuo oggi possibile». «La mia decisione - ha dichiarato ieri Urbani - è derivata da un accurato esame del dossier di Paolucci anche se io non avevo il benché minimo dubbio», Come poteva essere altrimenti, sembra voler dire Urbani che così prosegue: «La scelta premia il sovrintendente Paolucci, la direttrice dell'Opificio Acidini, tutti i nostri tecnici che per undici anni hanno lavorato sul David ma indirettamente anche quella scuola italiana che in materia di restauro e scienza della conservazione è davvero la prima nel mondo». Il ministro ricorda d'altra parte che «negli ultimi mesi i nostri tecnici sono stati "richiesti", ad esempio, per il restauro della Città Proibita in Cina, di antichi tempi dell'India oltre che dei tesori sopravvissuti al conflitto in Iraq». Urbani appare in qualche modo polemico sia con i fautori del metodo «a secco» (che utilizza pennelli, gomme, pelli di daino e bastoncini di ovatta) sia con le «firme» internazionali capitanate da James Beck: «Mi auguro soltanto che tutto il polverone attorno al David sia nato dalla grande notorietà della statua o al massimo da qualche involontario equivoco e che non sia stato invece creato ad arte». Perché? «Perché se è vero che Paolucci e i tecnici dell'Opificio si sono dimostrati fin dall'inizio disponibili al confronto con i sostenitori dell'altro metodo (il sovrintendente li aveva addirittura invitati a salire con lui sulle impalcature ndr), è altrettanto vero che nessuno della "controparte" si è ancora prestato a questo confronto». Con la decisione di Urbani si conclude così la fase preliminare del restauro del David, quella dello studio, alla quale hanno contribuito con donazioni da 200 mila euro anche i «Friends of Florence» di Mel Gibson e Sting. Come ricordato, i lavori veri e propri (finanziati dall'associazione non profit olandese Art Longa Stichting) partiranno da settembre e si concluderanno a Pasqua, giusto pochi mesi prima del cinquecentesimo compleanno del David, mostrato al pubblico l'8 settembre del 1504. Sempre a proposito della statua di Michelangelo, è di ieri l'ultima proposta: quella di collocarlo «in una sala sotterranea da realizzare in una piazza di Firenze» e questo «in modo da poterlo ammirare dall'alto». L'idea arriva dall'architetto padovano Ferdinando De Simone, «allievo in gioventù di Ragghianti». Secondo De Simone Michelangelo «scolpì il David sapendo che sarebbe collocato in una piazza e che proprio per questo sarebbe stato visibile anche dall'alto (da finestre, balconi e terrazze). Così curò con estrema attenzione i particolari della testa che di solito è la meno curata». L'idea della sala sotterranea è stata però bocciata all'unisono da Paolucci («una boiata») e dalla direttrice della galleria dell'Accademia Franca Falletti («a dir poco irreale»). Il definitivo via libera al restauro del David sembra però essere nelle intenzioni del ministro Urbani soltanto un tassello di quella rinascita di Firenze (che a ottobre ospiterà il meeting dei ministr della Cultura della Comunità europea) che troverà, per Urbani, «il suo naturale completamento nella realizzazione dei Grandi Uffizi che mi auguro di poter visitare nel 2006». I lavori per la risistemazione degli spazi interni partiranno a febbraio e si concluderanno nel 2006. Ancora spinosa sembra invece rimanere la questione della pensilina di Arata Isozaki: stando al ministero il progetto è stato approvato ma la sua realizzazione rimane tuttora «subordinata ai risultati dei rilievi sui reperti archeologici dalla Soprintendenza», Intanto, in attesa dell'esito dei rilievi, verrà realizzato («da subito») un ingresso provvisorio su Piazza Castellani.
Urbani da via libera a Paolucci per il restauro del David
Il sovrintendente Antonio Paolucci ha vinto la battaglia del David. Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha dato via libera al restauro della statua di Michelangelo con il metodo ad acqua. Il restauro avrà inizio da settembre e si concluderà a Pasqua. La scelta è stata presa dopo un accurato esame del dossier di Paolucci. Il ministro ha anche affermato che la scelta premia il sovrintendente Paolucci e tutti i tecnici che hanno lavorato sul David. Il restauro sarà effettuato con impacchi di cellulosa impregnata con acqua bidistillata, con tempi di contatto molto ridotti e differenziati da zona a zona.
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