Nel complesso di Santa Maria la Nova le realizzazioni di dodici creativi sul tema sacro dell'Arca C' è sempre un legame invisibile tra le vicende dell'evoluzione umana e quelle delle sue origini. Anche una temperie violentemente secolarizzante come quella del (supposto) postmodernismo, col suo vessillo della "morte di Dio", si sorprende a dover ciclicamente affrontare un faccia a faccia con la risurrezione della trascendenza. In questo perenne deja vù identitario risiede forse il senso della nascita dell'Arca, il Museo d'arte religiosa contemporanea, inaugurato recentemente al complesso monumentale di Santa Maria la Nova. C'è però forse poco stupore nel-l'immaginare questo spazio espositivo in una città come Napoli, culla della religiosità popolare seppure coabitante con contaminazioni superstiziose e con un vissuto dove lo spirito si mescola turbinosamente al profano ed alla religione della carne esibita, maciullata, trionfante persino nello squallore dei suoi peggiori anfratti. «Ma un museo dell'arte religiosa in questa città non poteva assolutamente mancare», osserva Gianni Pisani, un artista tra i dodici (richiamo apostolico?) che hanno donato opere sul tema del sacro all'Arca. Assieme a quelle di Pisani, ci sono realizzazioni d'arte contemporanea di Robert Carroll, Arturo Casanova, Loredana Cerveglieri, Riccardo Dalisi, Stelio Di Bello, Renato Laffranchi, Chri-stian Leperino, Francesco Lucrezi, Dino Migliorini, Serena Nono, Samuele Vanni. Se non può stupire il trovare a Napoli uno spazio per l'arte religiosa, qualche domanda sorge sulla genuflessione dell'arte contemporanea alle forme e ai temi del sacro. «Ma non è affatto vero - obbietta Pisani - perché le divisioni tra arte antica e moderna sono soltanto sistematiche, non reali, e nell'arte il sacro c'è sempre stato». Dunque, se la simmetria tra arte contemporanea e rivoluzionarietà è solo vulgata, se l'opera moderna rinnova la tensione verticale ad infinitum piuttosto che dispiegarsi orizzon-talmente, ciò è dovuto «all'intreccio tra emozioni, mistero e bisogno d'espressione di questo moto interiore», spiega Pisani. Per il quale «anche chi non è religioso coltiva ovviamente un rapporto con l'anima, coi suoi bisogni, un qualcosa che esisterà sempre nell'uomo». E anche chi rifiuta l'appartenenza confessionale «si pone inevitabilmente l'interrogativo sulla vita che viene dopo la vita». A Santa Maria la Nova, attorno agli allestimenti curati da Gaetano De Stefano, Rosaria Mollo e Barbara Preziosi, si sono visti durante il vernissage dell'Arca il presidente dell'associazione "Oltre il Chiostro" padre Giuseppe Reale, il docente di Filosofia teoretica della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale Pasquale Giustiniani, lo storico delle religioni Ottavio Di Grazia e il critico d'arte Maurizio Vitiello. Quest'ultimo rileva che «certamente la novità dell'arte che si collega al sacro è una spia da inseguire. Ritrovare opere di forte spessore espressivo come quelle di Gianni Pisani, grande artista ed ex direttore dell'Accademia di Belle arti di Napoli, è senz'altro un punto importantissimo a favore di chi ha voluto questo spazio di incontro tra arti visive contemporanee e le radici sacre dell'uomo. Per quanto riguarda invece Stelio di Bello, ex docente universitario - continua - dobbiamo segnalare che i suoi lavori sono un autentico repechage di lavori icastici e profondamente francescani degli anni '50. Anche i disegni calcolatissimi di Francesco Lucrezi, artista e docente universitario di Diritto, hanno reso un'essenzialità non solo grafica della Genesi cristiana. Lucrezi ha compendiato nella stesura grafica dettami d'Israele e di Cristo». Professore di Diritto dell'Antico Oriente Mediterraneo all'università di Salerno, Francesco Lucrezi è personaggio eclettico e multiforme per definizione. I disegni donati all'Arca sono quelli tratti dal suo libro "In Principio" (editore Flaccovio), dove sono commentate e raffigurate scene dai primi tre capitoli della Genesi. Un caso emblematico di come l'arte contemporanea sia attraversata dalla fisiologica pulsione di decifrare il codice delle origini umane.
La religione dell'arte contemporanea
Il complesso monumentale di Santa Maria la Nova ospita il Museo d'arte religiosa contemporanea, "Arca", che presenta opere di dodici artisti, tra cui Gianni Pisani, Robert Carroll, Arturo Casanova e Francesco Lucrezi. L'arte religiosa contemporanea è stata presentata in una città come Napoli, che ha una forte tradizione religiosa popolare. L'artista Gianni Pisani sostiene che le divisioni tra arte antica e moderna sono sistematiche, non reali, e che l'arte sacra è sempre stata presente nell'arte moderna. L'Arca è stato inaugurato con un vernissage, che ha attirato personaggi come il padre Giuseppe Reale e lo storico delle religioni Ottavio Di Grazia.
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