Record di presenze per il rinnovato Museo torinese. Entro fine anno si supereranno i 15mila visitatori Poco numerosi gli stranieri. «La stagione sciistica non è ancora decollata» spiega un addetto TORINO - La coda è iniziata già intorno alle 9.30, nonostante l'apertura della biglietteria fosse prevista solo per le 10. Ieri, davanti alle porte di Palazzo Madama, per tutto il giorno un lungo serpentone di gente ha atteso in media per 25 minuti per poter entrare all'interno del Museo Civico d'Arte Antica che ha sede in uno degli edifici monumenta-ì i più rappresentativi della città del Piemonte. Cifre da capogiro quelle di questi giorni per Palazzo Madama, con una media giornaliera di 1.500 persone paganti. Ma i numeri sono di gran lunga maggiori, se si tiene conto che sabato ';'.'. oltre 4mila persone e domenica 24 oltre 9mila, hanno visirato lo splendido scalone juvarriano. E non è tutto. Dall'apertura, avvenuta il 16 dicembre i visitatori hanno superato i 7mi-ia visitatori e dopo questo periodo festivo si viaggia verso la cifra di 15mila. Arrivano da tutta Italia per ammirare i tesori esposti, ma sono tanti anche i torinesi che dopo 18 anni, colgono al volo l'opportunità di ammirare il simbolo della storia millenaria della città. «Noi non abbiamo mai avuto l'opportunità di visitare il Palazzo - dice una coppia di giovani -. Siamo nati poco prima che lo chiudessero, così dopo i bagordi natalizi abbiamo deciso di trascorrere una mattinata di cultura, e per far questo, siamo disposti anche a prendere un po' di freddo per riuscire ad entrare». Alcuni gruppi arrivano dalla Sardegna, molti da cittadine piemontesi quali Savigliano, Alba e Vercelli. Pochi, invece, gli stranieri. Alcuni tedeschi e qualche francese. «Non sono molti perché la stagione sciistica non è ancora decollata - confessa il responsabile del Museo -. Inoltre all'estero non tutti sanno che Palazzo Madama ha riaperto le porte. Sicuramente nei prossimi giorni, soprattutto tra Capodanno e l'Epifania, arriveranno». Il percorso museale, riallestito in modo da intrecciare un dialogo continuo tra opere e ambiente, è stato aggiornato sotto il profilo scientifico, oltre ad essere arricchito delle oltre 900 opere acquisite dal 1988 ad oggi. Commentato da un apparato di 3000 didascalie, 35 schede descrittive, 150 approfondimenti multimediali, si snoda su quattro piani che corrispondono ad altrettante tappe di sviluppo nel tempo. I primi secoli del medioevo corrispondono alle raccolte sistemate al livello del fossato, nel Lapidario Medievale, con sculture, mosaici e oreficerie (tra cui il prezioso Tesoro di Desena) databili dal tardo-antico al Romanico. Gli ambienti quattrocenteschi del piano terra ospitano, invece, un itinerario che va grosso modo dal Gotico al Rinascimento, con pitture, sculture, miniature e oggetti preziosi (come il duecentesco scrigno di Guala Bicchieri), databili tra il XIII e il XVT secolo. Nella sala circolare della Torre Tesori, una delle torri quattrocentesche del vecchio castello, una selezione di capolavori, tra cui il celebre Ritratto d'uomo di Antonello da Messina, il codice delle Très belles Heures Se Notre Dame de Jean de Berry miniato da Jan Van Eyck, e una serie di oggetti d'arte a cavallo tra Cinque e Seicento. Al piano nobile del palazzo, è allestita la quadreria moderna con opere che provengono dalle collezioni sabaude e un'importante selezione di arredi frutto della perizia di artigiani ebanisti. All'ultimo piano, infine, le raccolte di arte decorativa, cuore del patrimonio del museo, con maioliche e porcellane, vetri e avori, tessuti e pizzi, oreficerie e metalli e lo straordinario nucleo di vetri dorati, dipinti e graffiti, unico al mondo per quantità é qualità di esemplari. Fanno da contorno una fornita libreria, il Caffè Madama e uno spazio pensato per offrire una sosta ai visitatori allestito nella veranda dello Juvarra. Il biglietto è a 7.50 euro l'intero, 6.00 il ridotto, info 011.4433501. - Successo di pubblico anche per il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana che ospita fino alili febbraio due notevoli esposizioni. Nell'Aula del Tempio è ospitata in esclusiva per l'Italia la mostra "Isabelle Hup-pert. La donna dei ritratti" che raccoglie 115 ritratti realizzati da 73 diversi fotografi fra il 1968 e oggi, mentre sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana trova posto "Mario Soldati. I film", una mostra che comprende le riproduzioni di 32 manifesti, locandine e soggetti pubbli-citari. Seguono a ruota la Gam con le due mostre dedicate a Carlo Mollino e a Sabrina Mezzaqui e il Museo Egizio, con il suo statuario rivisto da Dante Ferretti.