Il deputato della Margherita: è necessario fare chiarezza Riccardo Villari, deputato della Margherita, con un'interrogazione chiama in causa Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali, nella vicenda dell'affidamento a privati - compartecipi della società Scabec con la Regione Campania - di preziosi siti archeologici. Perché, come scrive, ha il dubbio che le procedure non abbiano seguito il codice dei Beni culturali? «Mi limito a notare che l'iniziativa di Stefano De Caro, direttore generale dei Beni culturali in Campania - appresa dalla stampa - non competeva a lui». Si riferisce alla circolare inviata ai Soprintendenti riguardo all'ingresso di Scabec in alcuni siti a partire dal primo gennaio? «De Caro dice in sostanza: non affidate servizi ad altri, perché dal primo gennaio saranno affidati a Scabec. A che titolo lo fa? Non mi risulta siano state istituite commissioni paritetiche Stato-Regione per individuare una lista dei siti da valorizzare, non mi risulta sia stata convocata una conferenza unificata per stabilire i livelli di qualità necessari nei servizi e i criteri di valorizzazione dei beni culturali». Un'invasione di campo, dice lei? «De Caro, penso, rappresenta lo Stato e affida dei siti ad a una società regionale, un altro livello amministrativo. Lo stop alla convenzione dei giorni scorsi mi pare, dunque, un opportuno istante di riflessione e chiarezza». Cosa c'è di poco chiaro? «Nel merito non ho nulla da dire. Non conosco Scabec ma mi limito a notare che tutti reclamano di capirne il ruolo. Il Soprintendente al polo museale Nicola Spinosa, ad esempio, che, stando ai giornali, ha definito Scabec "società fantomatica". I sindacati reclamano di capire che fine fanno i dipendenti pubblici se le Soprintendenze trattengono i fondi. Tutti vogliono capire. Mi pare il caso che qualcuno lo spieghi anche al Parlamento». Ne ha parlato con il ministro? «Ho incontrato il ministro. Per correttezza gli ho anticipato la mia interrogazione».