A distanza di alcune settimane scrivo nuovamente per avere ragguagli sulle evoluzioni della questione Getty-Italia. D.C. Diverse novità si sono sviluppate in queste settimane. Innanzitutto il viaggio negli Usa del ministro Rutelli (svoltosi a fine novembre 2006) ha contribuito a confermare i rapporti culturali Italia-Stati Uniti, e in particolare la tappa del 29 novembre a New York ha consentito l'incontro tra Rutelli e Philippe De Montebello, direttore del Metropolitan museum. Le parole intercorse tra i due hanno confermato la volontà di collaborazione per nuovi progetti, mostre, prestiti. Venendo ora alla questione principale, il Getty ha fatto sapere che riguardo alle due opere cruciali, già nominate alcune settimane orsono, la situazione appare più chiara. Riguardo alla Venere, ritrovata nei pressi di Morgantina, il Getty ha fatto sapere di voler studiare per un anno la questione della sua acquisizione; se entro tale tempistica il museo non riuscirà a provare inequivocabilmente che la statua gli appartiene in piena legalità, allora sarà pronto a restituirla al legittimo proprietario, ovvero l'Italia. Per quanto invece relativo alla statua bronzea rappresentante un atleta, attribuita a Lisippo e ritrovata al largo di Fano, le problematiche restano le stesse cui avevo accennato nella precedente risposta sul Quesitario n. 50 (11 dicembre 2006) e in base a quelle il Getty si rifiuta categoricamente di parlare di restituzione. D'altro canto mi sembra significativo sottolineare che gli ottimi rapporti instauratisi con il Metropolitan Museum di New York e con il Museum of Fine Arts di Boston hanno portato a un nuovo modo di gestire i rapporti sia in funzione della restituzione delle opere d'arte trafugate sia dei prestiti di opere d'arte italiana a tali musei. Infine, tra le altre cose, si segnala che proprio il Getty, di recente, ha restituito due opere d'arte antica alla Grecia: si tratta di una statua marmorea e di una corona funeraria. Entrambe le opere, acquistate dal museo nel 1993 per un totale di oltre 4 milioni di dollari, risalgono al 400 a.C. circa.