Milano ridotta a uno strapaese zeppo di volgari accampamenti commerciali. Milano che annulla la propria bellezza monumentale in favore delle pubblicità di consumo. Tutto vero. E la colpa è proprio del Comune. Da ex-dirigente centrale dell' area Cultura, Sport, Turismo e Tempo Libero conosco i meccanismi grazie ai quali ogni assessore (e ogni settore) concede ai propri "postulanti" (per non dire di peggio) la possibilità di vendere e pubblicizzare i propri prodotti (spesso anche di bassissimo livello) nelle vie e nelle piazze più belle e più storiche della città e di occupare (anche a poco prezzo) gli spazi di suolo pubblico più ambiti del centro. Spesso questo è anche un modo per non pagare le tasse di affissione, come accadeva per il famigerato pattinatoio di piazza Duomo. L' attuale spezzettamento delle competenze e dei settori tra assessori e sindaco ha perfino fatto litigare per alcuni mesi gli assessori al Tempo Libero, al Turismo, alle Attività Produttive, alla Cultura su chi dovesse organizzare i festeggiamenti di Natale e Capodanno; mentre il sindaco si è tenuto la delega ai Grandi Eventi (quali?). Col risultato che si vede. L' assessorato al Turismo, Marketing Urbano e Identità (lombarde?), che negli anni scorsi consisteva di meno di una decina di dipendenti, aveva visto negli ultimi mesi potenziare il proprio organico con l' arrivo di 3 direttori di settore e un direttore centrale (tutti nuovi assunti) e si sentiva quindi pronto a organizzare il tutto. SEGUE A PAGINA IX Ma alla fine ha vinto l' assessore allo Sport e Tempo Libero (in virtù della specifica delega a questo genere di. divertimenti). Ma ci ha messo del suo anche l' assessorato alle Attività produttive (che vuol dire commercio, mercati, mercatini e ambulanti) che ha concesso tutto il possibile agli auto-negozi e alle tendopoli. Viene da chiedersi: perché tanto interesse ? In teoria la Soprintendenza ai monumenti potrebbe vietare (un tempo alcuni soprintendenti a Firenze e a Venezia avevano invocato le leggi di tutela per spazzare le bancarelle di souvenir dai portici degli Uffizi e di Palazzo Ducale). Ma trattandosi di manufatti temporanei il divieto della Soprintendenza potrebbe non valere. Inoltre il Soprintendente è bersagliato da ogni genere di "pressioni" da parte degli assessori interessati. Ma il rimedio sicuro ci sarebbe. Esiste da anni nel Comune un comitato interassessorile e intersettoriale che concedeva le autorizzazioni all' occupazione del suolo pubblico nel centro, che coordinava tutti gli assessorati di cui sopra e che era presieduto dal vice sindaco. Il sindaco potrebbe riattivarlo, invitare anche la Soprintendenza a farne parte, imporre con un proprio provvedimento precisi parametri di qualità degli allestimenti (per esempio, invece dei soliti gazebo sporchi e sbrindellati, delle piccole strutture mobili d' autore, ben curate e disegnate) e delimitare le aree da occupare, riducendo anche al minimo le pubblicità. Museologa e storica dell' arte