Bagnoli: il danno maggiore sarebbe continuare a perdere tempo. A poco servono le denunce e le difese dufficio. Forse può essere più utile fare il punto su quel che cè e quel che manca per avviare concretamente la più grande opera di trasformazione urbana che dovrà, certamente dovrà, valorizzare e promuovere uno dei territori più belli e unici al mondo. Non mancano strumenti regolativi, strutture esecutive, non mancano risorse pubbliche né investitori privati che, anzi, si contendono "un posto al sole" a colpi di contrattazioni più o meno trasparenti con i molteplici referenti del potere pubblico. Dal nostro punto di vista manca una visione complessiva, unitaria e condivisa del "territorio che verrà". Manca unanima capace di mobilitare e far convergere le molteplici risorse, energie, idee che affollano confusamente lo scenario e si annullano tra loro sprecando tempo e opportunità. È un paradosso. Nel territorio cittadino in cui la grande fabbrica ha maggiormente radicato e sedimentata la "cultura del fare" nella nostra gente, si lascia che il tempo trascorra senza produrre effetti concreti. È una tipica situazione di caos, il volto dannoso della complessità. Noi che operiamo a più stretto contatto con il territorio sappiamo bene che la complessità è ricchezza, ma sappiamo anche che per portare a valore gli apporti dei molteplici attori economici, sociali, istituzionali che, a vario titolo rappresentano il territorio ed esercitano poteri sulle decisioni da prendere, non bastano i decreti o le indignazioni. Serve un lavoro di componimento degli interessi. Superando le dannose e paralizzanti modalità di contrattazione, occorre approdare a più moderne ed efficaci forme di concertazione. E la concertazione non può riguardare solo i rappresentanti dei poteri forti, sarebbe una "concertazione collusiva", una pratica non molto diversa dal vituperato consociativismo. È illusorio, oltre che dannoso, pensare di poter passare alla fase operativa senza il necessario coinvolgimento delle comunità locali, senza tener conto delle aspirazioni, dei bisogni, dellapporto che può derivare dal tessuto sociale che già abita il "territorio che verrà". Daltra parte, è difficile pensare alla valorizzazione internazionale di questo luogo, se esso non sarà godibile e fruibile innanzitutto per i cittadini residenti. Le comunità residenti sanno bene che il loro futuro è affidato alla capacità di promuovere le proprie risorse territoriali nelle reti lunghe delleconomia globale. Ma quale investitore produttivo o quale turista verrebbe in un contesto non adeguatamente riqualificato dal punto di vista sociale, ambientale e funzionale? Nel territorio della Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta non mancano nemmeno strutture di primaria rilevanza (trasporti, università, centri di ricerca e di produzioni culturali, spazi espositivi, strutture di accoglienza, impianti sportivi e per il tempo libero). Se solo queste preesistenze riuscissero a operare in più stretta connessione tra loro, si potrebbe già da subito produrre un valore aggiunto di gran lunga superiore allofferta di beni e servizi che ciascuna produce separatamente. Per tutti questi motivi la Municipalità di Bagnoli-Fuorigrotta sente la responsabilità di dover esercitare attivamente il ruolo a essa affidata con il decentramento. Pur non avendo poteri e risorse adeguate, avvieremo una grande opera di coinvolgimento della società e delle comunità residenti nel processo di trasformazione che riguarda il nostro territorio. Proveremo a dare unanima a un territorio che non è più e che stenta a diventare ciò che non è ancora. Proveremo a confutare con i fatti lidea sbagliata che, con motivazioni diverse, De Mita e Rossi-Doria hanno delle Municipalità. Daremo senso alla parola "partecipazione" e siamo convinti che riusciremo anche ad accelerare il passaggio dal "dire" al "fare", perché siamo persuasi che il tempo è una risorsa preziosa, non va sprecata. In tal modo riteniamo di poter dare anche un fattivo contributo al Piano Strategico per Napoli, in fondo che cosa è la strategia se non "azioni nel tempo"? Lautore è presidente della Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta