LINTERVENTO È il risanamento della costa il passo successivo alla fine dellecomostro per ridisegnare il waterfront Il grande evento dellabbattimento dellecomostro del lungomare può avere un senso se si riflette progettualmente non solo sul futuro del lungomare stesso ma sulla diffusa cultura dellaccomodamento a tutti i costi presente nella nostra città. E le altre costruzioni abusive sulla costa barese a nord come a sud? La storia infinita delle ville abusive di Torre a Mare è davvero esemplare: sono ancora lì e chissà per quanto tempo lo saranno ancora. Molto più recente la polemica sulla "terrazza" fra San Giorgio e Torre Quetta. Una ulteriore cementificazione che avrebbe però forse risolto, certo non nel migliore dei modi, il problema di un tratto di costa irrimediabilmente deturpato. Polemiche ed infine la decisione: si butta via il tutto. Non si sa bene a spese di chi ma certo è solo lennesima soluzione parziale. A questo proposito la ruspa con punta speciale in uso in quel tratto potrebbe essere usata per una bonifica totale della costa o servono infinite delibere? Guardiamo avanti e cerchiamo allora assieme ad urbanisti, architetti e tecnici, a vario titolo coinvolti, di capire come potrà essere il nostro lungomare che, potenzialmente, è sicuramente fra i più belli dItalia. Facciamolo noi un progetto, qui a Bari con poche e chiare linee guida, costi ridotti allessenziale. Eliminazione di ogni rudere relativo ad insediamenti abusivi con censimento anche videofotografico della costa metro per metro. È un primo passo indispensabile per capire cosa davvero cè da fare senza allarmismi e valutazioni non ben ponderate. Realizzando quindi spazi di verde attrezzato a ridosso della costa si potrebbe offrire a bambini ed anziani in primis la possibilità di trascorrere ore ed intere giornate di svago stante la possibilità di svolgere attività sportive e ricreative. Se si osserva con attenzione il nostro lungomare cercando di fotografare nella nostra mente un quadro di insieme, è relativamente facile sognare queste aree verdi, le piste ciclabili tante volte invocate dai cicloamatori, ed ancora aree per jogging con percorsi ad hoc, anche per disabili. Ricordiamo peraltro che a norma di legge chi ha compromesso lambiente è tenuto a risarcire alla collettività il ritorno allo status quo ante dei luoghi che ha compromesso, ma coi tempi della italica giustizia. È confortante però notare che comunque in questa direzione cui dieci anni fa non eravamo poi in tanti a credere, perché occorre anche avere fede nelle utopie che proprio in quanto tali si avvereranno, si sta comunque andando. I riminesi avrebbero solo da invidiarci affettuosamente se riuscissimo noi a dare unimpronta diversa, veramente rivoluzionaria, al waterfront che è parte integrante della storia di Bari e dei baresi, che trasformarono un piccolo borgo di pescatori in una città favorendo col proprio lavoro la rinascita e lo sviluppo di una imprenditoria levantina con asse portante sul proprio mare. Il discorso si allargherebbe allinfinito perché Bari città di accoglienza come tutta la Puglia, è impregnata di cultura marittima ma ha acquisito la cultura o meglio le culture delle colline murgesi con i migranti interni ed offre quindi una contaminazione interno-costa davvero significativa, base sostanziale se pur non esclusiva, della multiculturalità vissuta a partire dagli ultimi venticinque anni a questa parte. Riprendiamoci quindi un sano rapporto fra mare e città che era stato inficiato negli ultimi decenni da consorterie trasversali accettate, o tollerate, un po da tutti. Società italiana per la protezione dei beni culturali
BARI: Dopo Punta Perotti la sfida della bonifica
Il testo discute l'intervento per il risanamento della costa di Bari, che è il passo successivo all'abbattimento delle comostro. L'autore propone di eliminare gli insediamenti abusivi e di realizzare spazi di verde attrezzato a ridosso della costa, offrendo opportunità di svago per bambini e anziani. Si discute anche della possibilità di creare aree per jogging e ciclabili, e di migliorare il rapporto tra mare e città. L'autore sostiene che la cultura marittima di Bari è stata trasformata negli ultimi decenni da consorterie trasversali, e che è necessario riprendere un sano rapporto tra mare e città.
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