Quelle attuali confluiranno in una unica sede di confronto Una superconferenza per rendere più agevole il rapporto tra esecutivo ed enti locali. Le attuali Conferenze Stato-Regioni, stato-città e unificata confluiranno infatti in un'unica Conferenza Stato-istituzioni territoriali. Che sarà appunto la nuova sede di confronto tra lo stato e il sistema delle autonomie. Questa, in sintesi, una delle novità uscite dal consiglio dei ministri n. 31 di ieri. Che ha approvato, tra gli altri, lo schema di ddl proposto dal ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta, che conferisce al governo la delega a istituire e disciplinare la nuova Conferenza. Che sarà presieduta dal presidente del consiglio o, per sua delega, dal ministro per gli affari regionali e le autonomie locali e sarà articolata su tre sedi, di cui una plenaria e due, rispettivamente, per le questioni di interesse regionale e locale. In quest'ultima, che potrà essere presieduta dal ministro dell'interno, sarà presente, tra l'altro, una significativa rappresentanza dell'Associazione nazionale comuni d'Italia, dell'Unione delle province italiane, dell'Unione nazionale delle comunità montane. Il ddl verrà sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni. Su proposta del presidente del consiglio è stato poi approvato un dl che proroga alcuni termini previsti da disposizioni legislative in materia di lavoro, agricoltura, opere infrastrutturali, ambiente, amministrazione, attività produttive. Esaminato il Tuel. È stato poi avviato l'esame, che proseguirà in una prossima seduta, del ddl, su proposta dei ministri Linda Lanzillotta, e Giuliano Amato, che conferisce al governo la delega a individuare e allocare le funzioni fondamentali e le funzioni proprie degli enti locali, il loro nuovo ordinamento, il conferimento di funzioni ulteriori a Regioni ed enti locali nonché l'istituzione delle città metropolitane e di Roma capitale, in attuazione degli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione, come modificati dalla riforma costituzionale del 2001. Organismi ministeriali ridotti. Il consiglio ha poi approvato in via preliminare una nuova tranche di regolamenti che, ai sensi dell'art. 29 del decreto-legge n. 22306, razionalizzano, eliminano, riordinano o accorpano organismi e collegi che operano presso i ministeri e che prevedono un risparmio del 30 sulle spese dell'anno precedente. Gli schemi regolamentari approvati sono stati predisposti dai Ministri dell'interno, dell'ambiente, dello sviluppo economico, dei trasporti, dell'istruzione, per i beni e le attività culturali, per le politiche giovanili e per le pari opportunità, sulla base di linee-guida dettate dal ministro per l'attuazione del programma di governo. Le nomine. Infine il consiglio ha deliberato, su proposta del presidente del consiglio, l'approvazione della nomina a vicedirettori generali della Banca d'Italia di Ignazio Visco e di Giovanni Carosio, deliberata dal consiglio superiore dell'istituto. Su proposta del ministro dell'interno, Giuliano Amato, la nomina di Marcello Della Giovampaola e di Sergio Basti a dirigenti generali del corpo nazionale dei vigili del fuoco, rispettivamente per le direzioni Veneto-Trentino Alto Adige e Molise. Su proposta del ministro della giustizia, Clemente Mastella, il conferimento dell'incarico di capo del dipartimento per la giustizia minorile al magistrato di Cassazione Carmela Cavallo. Su proposta del ministro della difesa, Arturo Parisi, la nomina del generale di corpo d'armata Ivan Felice Resce a direttore generale dei lavori e demanio; la promozione dei generali di divisione dell'esercito Giuseppe Maggi, Biagio Abrate e Giuseppe Emilio Gay a generali di corpo d'armata. Su proposta del ministro per i beni e le attività culturali, Francesco Rutelli: il conferimento dell'incarico di segretario generale del ministero a Giuseppe Proietti, dirigente di prima fascia.