I ladri che rubarono l'Urlo di Edward Munch dal museo di Oslo lo hanno riconsegnato «malato» e con danni irreversibili. L'opera che esiste in diverse versioni, icona della sofferenza di un mondo che rotola inesorabilmente verso l'alienazione, nacque per raccontare l'ansia moderna e ha finito per scontare la sua stessa «depressione». La tela, ritrovata nell'agosto scorso, dopo due anni di ricerche, insieme alla Madonna (altro capolavoro sparito), sembra aver sofferto molto nel suo nascondiglio. Sono gli esperti adesso a lanciare il loro «grido»: neanche un rigoroso restauro potrà cancellare i danni creati dall'umidità. Le condizioni dell'opera sono compromesse per sempre; il quadro presenta alcune sfaldature di colore e macchie agli angoli. Gli studiosi al lavoro hanno consegnato alla polizia un dossier sullo stato di salute del dipinto di ben 200 pagine: l'abrasione, avvenuta in un angolo in basso a sinistra, è molto visibile. 11 team di esperti e i vertici del museo norvegese si interrogano su cosa fare. La causa del deterioramento è ancora tutta da verificare: semplice acqua o altro liquido? Solo una volta individuata la composizione chimica dell'agente di «disturbo» potranno agire per tentare di rendere stabile la situazione e circoscrivere la malattia. La Madonna invece è tornata con alcuni fori nella tela, ma il suo danno è più soft e reparabile. I due quadri furono rubali con un'azione rocambolesca nell'agosto del 2004 quando due uomini armati si introdussero in piena mattina nel museo di Oslo dedicato al pittore e prelevarono i dipinti fuggendo poi su un'auto guidata da un complice. Ci sono voluti due anni e nove giorni per riaverli indietro. L'Urlo e la Madonna non erano in realtà mai usciti dalla frontiera norvegese e sulle modalità del ritrovamento è sceso un fitto mistero. Fra le ipotesi, quella che i due capolavori, del valore di 92 milioni di euro, siano stati riconsegnati alla polizia dal ladro stesso in cambio di una riduzione di pena. La pista porterebbe in tal caso ad una spettacolare rapina in banca finita con la morte di un agente e la fuga dei banditi col bottino. A Munch sarebbe toccato lo strano destino di fare da «ostaggio» per una trattativa, n quadro era già stato protagonista di un eclatante fatto di cronaca, dodici anni fa. La quarta versione dell'opera, esposta alla Galleria nazionale di Oslo, era stata portata via il 12 febbraio 1994 mentre si svolgeva la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Lillehammer. Tre mesi più tardi era ricomparsa, intatta. Questa volta il miracolo non si è compiuto. L'Urlo che chiudeva l'Ottocento e apriva la nuova era industriale, non ha le cure per salvarsi. È ferito e non può rimarginarsi. Come testimoniavano già le profetiche parole del suo autore: «Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo... Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un grido attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando».
QUADRI: L'Urlo di Munch ha danni irreversibili
I ladri che hanno rubato l'Urlo di Edward Munch dal museo di Oslo lo hanno riconsegnato malato e con danni irreversibili. L'opera, icona della sofferenza moderna, è stata ritrovata nell'agosto scorso dopo due anni di ricerche. Tuttavia, il quadro presenta alcune sfaldature di colore e macchie agli angoli, a causa dell'umidità. Gli esperti hanno consegnato al museo un dossier sullo stato di salute del dipinto, che include una descrizione dettagliata dei danni. La causa del deterioramento è ancora da essere verificata, ma gli esperti si interrogano su come poter restaurare l'opera senza comprometterla.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo