Erano nascosti in grosse scatole di cartone. A scoprirli i poliziotti della Squadra Mobile della sezione Anti-rapina. Pastori rubati, ieri notte la polizia li ha ritrovati nelle campagne circostanti la zona di Capodimonte, nelle vicinanze dei campi di calcetto. Un ritrovamento avvenuto cinque giorni dopo il colpo che fece tanto scalpore e non solo tra i fedeli della Chiesa di San Nicola alla Carità, Infatti, la notizia del furto sacrilego rimbalzò, soprattutto, attraverso le immagini fotografiche, fino a campeggiare sulle prime pagine dei giornali esteri. Il rinvenimento è stato fatto dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli che hanno recuperato la maggior parte delle statue, oltre 170 pastori, per un valore di un milione di euro. L'operazione di recupero è giunta a conclusione di serrate indagini, avviate subito dopo la scoperta del furto, avvenuta lunedì. Le fasi del complesso e delicato lavoro investigativo sono state spiegate durante la conferenza stampa indetta dalla Questura nella Caserma Iovino, in via Medina, a cui ha preso parte oltre al vicario Antonio De Iesu anche il parroco di San Nicola alla Carità, don Mario Rega, entrambi visibilmente soddisfatti del ritrovamento. I poliziotti, in forza alla sezione antirapina (diretta da Massimo Sacco) della Mobile, hanno conseguito il brillante successo dopo avere effettuato perquisizioni una dietro l'altra, ed attivando fonti investigative al fine di rintracciare i pastori simbolo della chiesa di via Toledo. Un'attività investigativa che ha messo sotto pressione gli autori del maxi-colpo milionario. Infatti, sentitisi ormai braccati dalla polizia, con un bottino che scottava sempre più tra le mani, i malviventi abbandonavano in aperta campagna, a Capodimonte, 171 pastori, sistemati all'interno di grosse scatole di cartone. Circostanza che farebbe ritenere agli investigatori che i ladri si fossero liberati della refurtiva poco prima. In un momento in cui non pioveva, risparmiando le preziose statue dall'inclemenza del tempo. Per i tanti fedeli, invece, i ladri avrebbero deciso di "pentirsi", intuendo la portata di ciò che avevano fatto. Le indagini degli uomini della Squadra Mobile proseguono per identificare e rintracciare i responsabili del furto sacrilego. Per gli investigatori si tratterebbe di "professionisti", con base operativa nei Quartieri Spagnoli, considerato il modo in cui avevano portato a termine il colpo. Per ripararsi dall'insistente pioggia che si stava abbattendo sulla città domenica notte scorsa, sistemandosi sotto un telone di plastica, i "topi" di chiesa avevano fatto saltare la serratura delle porta blindata, ricorrendo all'uso della fiamma ossidrica. Scesi nella cappella sotterranea, i malviventi si erano infilati attraverso un varco protetto da una rete metallica calandosi al di là delle nicchie, ripulendone cinque delle sei, in cui era stato allestito (anche quest'anno, come avviene ormai da una trentina di anni) il presepe. I malfattori risparmiarono in quella circostanza il Bambinello.
NAPOLI: ritrovati i pastori rubati
I pastori rubati dalla Chiesa di San Nicola alla Carità a Napoli sono stati ritrovati cinque giorni dopo il furto in un campo di calcetto nelle vicinanze di Capodimonte. La polizia ha recuperato 170 pastori per un valore di un milione di euro. Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni e attivate fonti investigative per rintracciare i pastori. I ladri si sono liberati della refurtiva poco prima, probabilmente per evitare di perdere le statue all'inclemenza del tempo. Le indagini proseguono per identificare e rintracciare i responsabili del furto sacrilego. I ladri erano considerati "professionisti" con base operativa nei Quartieri Spagnoli.
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