II ministero di Grazia e Giustizia lancia la palla a palazzo Marino: «II Comune di Milano faccia un atto di coraggio e riporti la questione dello spostamento del carcere di San Vittore tra le sue priorità» II vicesindaco, Riccardo De Corato, la raccoglie e la rende immediatamente al governo Con un tiro deciso: «E cosa possiamo farci noi se su San Vittore esiste un vincolo monumentale. Tocca al ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, affrontare la situazione. Se necessario faccia una legge ad hoc per togliere i vincoli monumentali alle carceri storiche». DEGRADO Risultato la questione San Vittore resta aperta e irrisolta. A sollevare di nuovo il problema delle condizioni di vita all'interno del carcere è stata nei giorni scorsi un'ordinanza con cui il pm Marco Ghezzi ha chiuso l'inchiesta sul suicidio di un detenuto all'interno del carcere. Nessuna responsabilità è stata riconosciuta alle guardie carcerarie. In compenso, la procura ha descritto le condizioni di detenzione a San Vittore come «indegne di un paese civile». SOCIETÀ' AD HOC Ora la macchina dello smantellamento e dello spostamento del carcere di San Vittore avrebbe tutte le condizioni per rimettersi in moto. E' nata infatti una società la Dike Aedifica controllata dalla Patrimonio spa (società creata dal Tesoro per gestire gli immobili dello Stato). Dike Aedifica ha come missione la vendita dei vecchi edifici penitenziari per raccogliere risorse e sviluppare un più moderno sistema carcerario. «Certo, San Vittore potrebbe rientrare tra le carceri da dismettere, ma per ora non ci è stato affidato questo compito fa il punto il presidente di Dike Aedifica, Adriano De Maio . Forse ne sapremo di più il 31 luglio, con il prossimo consiglio di amministrazione». QUESTIONE POLITICA Su San Vittore la parola passa quindi alla politica. Il ministero di Grazia e Giustizia stima tra 200 e 300 milioni di euro il valore dell'area con la cubatura attuale. Giuseppe Magni consulente del ministro Roberto Castelli su amministrazione penitenziaria ed edilizia carceraria non ha dubbi: «San Vittore occupa 3 ettari. Per i 1.300 detenuti attuali ne servirebbero 25. Morale: ristrutturare il carcere non risolverebbe il problema». Una critica decisa va ai partiti dell'opposizione che a Milano hanno contestato un eventuale spostamento del carcere (Verdi, Rifondazione, parte dei Ds): «Non ci si può lamentare per le condizioni dei detenuti e poi opporsi al trasferimento». «Personalmente non sono contrario allo spostamento di San Vittore ribatte Emanuele Fiano, capogruppo dei Ds in Comune . Il punto è che bisogna evitare speculazioni e progetti senza senso. Penso all'idea di questa amministrazione di costruire grattacieli al posto del carcere». POLO UNIVERSITARIO Nel dibattito sul futuro di San Vittore si inserisce Maurizio Lupi, ex assessore all'Urbanistica di Milano e ora deputato di Forza Italia: «L'unico modo di affrontare il problema sarebbe un tavolo a cui dovrebbero sedere Comune, Provincia, Regione, Ministeri, Soprintendenza. Anch'io non condivido l'idea del sindaco di costruire grattacieli in quell'area. Avrebbe più senso coinvolgere l'università Cattolica, da tempo a caccia di spazi in centro». Ma anche sull'idea del tavolo il Comune non ci sente. Taglia corto De Corato: «Inutile fare un tavolo se a dover decidere è soltanto il ministero dei Beni Culturali». RICCARDO DE CORATO vicesindaco Urbani faccia una legge per togliere i vincoli monumentali alle carceri che si trovano nelle grandi città MAURIZIO LUPI deputato di Forza Italia II futuro di San Vittore? Si potrebbe coinvolgere la Cattolica, da tempo a caccia di spazi in centro Emanuele Piano capogruppo Ds Non sono contrario allo spostamento di San Vittore ma bisogna evitare speculazioni e progetti che non hanno senso.