ATINA Si è tenuto ieri mattina ad Atina l'ultimo consiglio comunale dell'anno. La seduta è stata caratterizzata dalla bassa presenza di consiglieri, ridotta ad otto per la maggioranza, mentre l'opposizione era quasi al completo. All'odg alcune decisioni non rinviabili come la delibera di una variazione sul bilancio 2006, l'approvazione del regolamento del servizio notifiche, la nomina di due esponenti in seno al consiglio della unione dei comuni «Cominium» e alla XIVesima comunità montana Valle di Co-mino. Il posto occupato dal consi-gliere di maggioranza Mario Giannandrea, di Forza Italia, presso l'u-nione «Cominium» è andato a Giuseppe Matassa, già alla XIVesima comunità, il quale è stato sostituito proprio dallo stesso Giannandrea. L'assemblea ha discusso anche degli scavi effettuati in piazza Garibaldi che hanno permesso il ritrovamento di una monumentale cisterna romana. Dopo i primi, giustificabili momenti di vivo interesse, il cratere che conserva i poderosi resti sta creando più di un grattacapo ai cittadini e di riflesso all'amministrazione comunale. Gran parte della piazza è interdetta all'uso a causa del protrarsi della sospensione dei lavori per il totale recupero della costruzione. La discussione in consiglio è stata pacata e la minoranza ha partecipato attivamente per suggerire soluzioni con le quali trovare i fondi necessari per completare i lavori intrapresi. E' stato deciso di contattare il ministro dei beni culturali per cercare di togliersi dall'impasse per l'incresciosa situazione che si è determinata. Resta fermo che entro i prossimi due mesi dovrà essere trovata la soluzione altrimenti, come si concluse durante una riunione di maggioranza di due settimane fa, si richiuderà tutto lo scavo di piazza Garibaldi. Con buona pace dello sviluppo turistico, delle promesse di rilancio del paese e delle bellezze nascoste nel territorio. Sembrava una battuta, ma sul ritrovamento della cisterna più di un cittadino ha commentato amaramente che «Atina non sa ricono-scere i propri tesori» opinione suggerita dalle considerazioni di alcuni amministratori che non lesinano critiche verso lo scavo, reo di aver riportato alla luce un reperto antico nel punto sbagliato.