CAGLIARI. «Ma io disconosco questo intervento, mi si deve dire che cosa ne sarà allora del palazzo Aymerich e chi lo custodirà se resta un rudere?», commenta il sindaco Emilio Floris alla notizia che la sovrintendenza ai Beni architettonici avvierà («entro questa settimana») la procedura per il vincolo dello stabile di Castello. Le norme stabiliscono che una volta iniziata la procedura non si possa continuare la rimozione dell'esistente. «Si tratta di intervenire per proteggere quel bene ha spiegato l'altro ieri a La Nuova Stefano Gizzi, sovrintendente ai Beni architettonici di Sassari e facente funzioni anche per Cagliari venerdì scorso ho fatto un sopralluogo col coordinatore delle soprintendenze regionali Paolo Scarpellini e abbiamo convenuto che si tratta di una struttura storica e che quel che vi si trova ancora dopo i bombardamenti del 1943 presenta importanti elementi architettonici in grado di ricostruire una serie di fasi storiche della struttura. L'obiettivo è quello di far sì che le ruspe non entrino più in quell'area». Secondo il sovrintendente la trama del palazzo va conservata: in quel contesto necessita un intervento di recupero di quel che all'interno ancora esiste, archi e non solo: la demolizione va, quindi, fermata. La settimana scorsa era intervenuta la sovrintendenza ai Beni archeologici per bloccare («momentaneamente») le opere in quanto non era stato fornito ai loro uffici il progetto dei lavori, che prevedono anche degli scavi. Ma ora, dopo aver esaminato i documenti, questa sovrintendenza ha tolto il veto, «ma seguiremo come di nostra competenza ha spiegato il sovintendente Vincenzo Santoni le opere che comportano scavi in quanto l'area è di "massima attenzione per i reperti archeologici"». Adesso, però, la decisione della sovrintendenza ai Beni architettonici fermerà il proseguo dei lavori in quanto questi prevedevano la rimozione dell'esistente ad esclusione del portico Laconi. «Questo intevento di ricostruzione invece sottolinea il sindaco Floris avrebbe mostrato come la qualità dell'abitare può essere presente anche in Castello. E il tutto con una struttura che avrebbe ripreso la fisionomia del quartiere». La sovrintendenza, però, ha ravvisato in quel che resta del palazzo Aymerich dei reperti storico-architettonici importanti... «Ma prima hanno dato l'assenso e poi tornano indietro. A questo punto la sovrintendenza dovrà occuparsi anche della tutela del bene: non può bloccare un simile intervento per poi lasciare l'area degradata al Comune. Non capisco la logica di questo modo di operare... Si parla di fare il museo Betile sul lungomare di Sant'Elia, poi si blocca un lavoro misurato e corretto come quelle che si stava per realizzare al palazzo Aymerich. Inoltre corrono già voci poco chiare, come se vi fosse qualcuno pronto ad acquistare quell'area. Dopo tanti anni si stava finalmente intervenendo e in modo appropriato. E ora tutto viene bloccato».