Sgarbi, Cadeo e Terzi : il degrado del centro dipende da chi ha dato le autorizzazioni senza chiedere il parere del Comune. È scontro sul suk in piazza Duomo Gli assessori contro la sovrintendenza: "Ci riprendiamo la città" TRE assessori contro la sovrintendenza, al grido di «Riprendiamoci la città». Piazza Duomo impresentabile sotto le feste e Milano trasformata in un suk a cielo aperto hanno fatto muovere Vittorio Sgarbi, Giovanni Terzi e Cesare Cadeo, assessori alla Cultura, all'Arredo Urbano e allo Sport e Tempo libero. Dopo essere caduti dalle nuvole su quel che accade nella città da loro amministrata, se la sono presa con la sovrintendenza, accusata di aver dato le autorizzazioni ad occupare piazze e vie cittadine con manifestazioni poco consone ai luoghi e al periodo. Ieri, con i rappresentanti della Telecom, società proprietaria di Olivetti, hanno fatto un giro in piazza Duomo sotto e dentro il cubo di plastica che pubblicizza le nuove stampanti della storica azienda, una delle manifestazioni "natalizie" più criticate, nel cuore del centro: verrà chiuso il 24, come già previsto, e smantellato il più velocemente possibile. «Il Comune deve riprendere la potestà sulle piazze per quel che riguarda il decoro urbano, non consentendo che le decisioni sulle illuminazioni, sui cartelloni pubblicitari e su ciò che avviene in piazza Duomo dipenda dalla sovrintendenza - ha spiegato Sgarbi -. L'idea è quella di togliere alla sovrintendenza la potestà sovrana che ha dimostrato di non meritare». L'assessore ha portato come esempio anche i caselli daziari di porta Venezia, illuminati di notte per motivi pubblicitari (crema Nivea) di luce viola. «Tutto l'orrore che si vede in piazza Duomo e in molte vie vicine dipende dalla sovrintendenza che ha dato l'autorizzazione a questo e a quello senza chiedere il parere dell'amministrazione comunale». Secondo Sgarbi la responsabilità delle brutture di alcune iniziative natalizie non può ricadere sul Comune «che non sa nulla di quel che viene autorizzato. Non lo so io, non lo sa Cadeo né Terzi, e gli assessori competenti non ne sono stati neppure informati». Quindi, visto che «l'arredo urbano è di competenza del Comune, la sovrintendenza può far parte di una conferenza di servizi in cui può esprimere il suo parere ma senza avere l'ultima parola, che spetta all'amministrazione». Nella polemica si inserisce anche Tiziana Maiolo, assessore al Commercio, promotrice del proliferare di bancarelle natalizie in ogni dove, dal Castello a Corso Vittorio Emanuele, perché «sono molto gradite alla gente», dice. Ieri ha preso la palla al balzo. «Non si capisce - ha sostenuto, appoggiando i suoi colleghi assessori - quali criteri abbia usato finora la sovrintendenza per accogliere o respingere le varie richieste. I cittadini possono vedere i tendoni stile Kosovo mentre non ci sono, perché la richiesta è stata respinta, le allegre casette di legno che si vedono nei mercatini dei paesi del Nord Europa. Non c'è neppure la pista di pattinaggio proposta dall'assessore Terzi. Ben venga il gruppo di lavoro tra assessorati per rendere più bello e vivibile il centro storico, tutti collaboreremo volentieri e sono sicura che non vedremo più orribili suk». La Maiolo, che nei giorni scorsi ha detto di voler «caratterizzare Milano anche grazie ai mercatini di Natale, che saranno sempre di più», ha aggiunto: «Il comune deve riappropriarsi del potere decisionale sul centro storico e dovrà usare anche criteri estetici oltre che di impatto ambientale per valutare se piazza Duomo potrà ospitare iniziative ed eventi di qualità, come per esempio le sfilate di moda».
(Milano) Scambio d'accuse sul suk in centro. Degrado, scontro tra Comune e Sovrintendenza
Gli assessori Sgarbi, Cadeo e Terzi hanno criticato la sovrintendenza per aver dato le autorizzazioni ad occupare piazze e vie cittadine con manifestazioni poco consone ai luoghi e al periodo. Hanno fatto un giro in piazza Duomo con i rappresentanti della Telecom per smantellare il suk di Natale. Sgarbi ha spiegato che il Comune deve riprendere la potestà sulle piazze per quel che riguarda il decoro urbano e non consentire che le decisioni dipendano dalla sovrintendenza. Secondo Sgarbi, la responsabilità delle brutture di alcune iniziative natalizie non può ricadere sul Comune che non sa nulla di quel che viene autorizzato.
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