Niente da fare invece per le opere in possesso del Getty Museum I toni non erano così perentori come quelli usati dal ministro dei Beni Culturali nei confronti della fondazione Paul Getty, ma il sindaco di Bracciano è comunque riuscita a spuntarla su Francesco Rutelli. E alla grande. A breve le saranno restituiti, per essere esposti nel nuovo museo civico aperto nel complesso di Santa Maria Novella, alcuni preziosi reperti archeologi e diverse opere d'arte ritrovate nel Braccianese e finora chiusi nei depositi ministeriali. Tra queste la grande statua in marmo dell'Apollo rinvenuta nel 1977 durante gli scavi delle terme di Vicarello e custodito nel museo archeologico di Civitavecchia. Un gesto importante. Un buon esempio del ministro Rutelli che in questo momento è alle prese con l'ultimo, strenuo tentativo di trovare un accordo per la restituzione di alcuni capolavori trafugati in Italia ed esposti nel museo Getty di Malibù. «Ringraziamo Rutelli per aver risposto affermativamente al nostro appello», ha commentato il sindaco Patrizia Riccioni appena ricevuta la notizia spiegando che «il busto marmoreo di Apollo è solo uno degli esempi più clamorosi di un patrimonio storico unico che stiamo riportando nell'area di appartenenza. Ma noi consideriamo la restituzione del reperto solo il primo passo per riportare a Bracciano tutte le testimonianze storico-culturali del territorio». Il ministro, rispondendo alla lettera con il quale il comune, subito dopo l'inaugurazione del museo nell'aprile 2006, chiedeva la restituzione dei reperti archeologici e delle opere d'arte dall'area Sabatina, ha annunciato infatti che, oltre al busto dell'Apollo, saranno riconsegnati a Bracciano altri preziosi reperti, come la famosissima serie di vasi in oro, argento e bronzo conservati a Palazzo Massimo. Cosa che Rutelli vorrebbe accadesse anche con il museo di Los Angeles. Ma l'accordo sembra essere ben lontano dall'essere raggiunto. «Con il Getty siamo arrivati all'ultimo capitolo», ha tuonato ieri. «O c'è l'accordo, con la restituzione di tutte le opere richieste dall'Italia, o sarà rottura». Quarantasei in tutto: dall'Atleta di lisippo, per cui esiste anche un parere dell'Avvocatura dello Stato, alla Venere di Morgantina; e poi la Tyche, diverse anfore, bronzi, e perfino una lunetta affrescata. «Abbiamo documentato che queste opere sono state rubate, trafugate, esportate clandestinamente e sono state poi acquisite dal Getty», ha puntualizzato Rutelli «Per mesi abbiamo negoziato con grande pazienza. Ora è arrivato il momento di restituire tutto». Anche perché un accordo che renda solo una parte delle opere, ha ribadito il ministro, «non sarebbe un accordo, sarebbe una decisione unilaterale che il governo italiano non può accettare. Loro possono decidere di tenerle ma si troverebbero ad affrontare una reazione molto forte del nostro ministero».
Il match del ministro. Bracciano "batte" Rutelli riavrà le sue opere d'arte
Il sindaco di Bracciano, Patrizia Riccioni, ha ottenuto la restituzione di alcuni reperti archeologici e opere d'arte trafugati in Italia e esposti nel museo Getty di Malibù. Tra questi, la grande statua in marmo dell'Apollo, trovata nel 1977 durante gli scavi delle terme di Vicarello. Il ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, ha annunciato che oltre al busto dell'Apollo, saranno riconsegnati a Bracciano altri preziosi reperti, come la serie di vasi in oro, argento e bronzo conservati a Palazzo Massimo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo