FIRENZE II David mette le spine. Intorno al restauro dell'opera-mito di Michelangelo è ormai battaglia aperta. Dopo essere rimbalzata sui quotidiani inglesi e americani la polemica sulle tecniche di pulitura del gioiello custodito alla Galleria dell'Accademia, torna sul tavolo del ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani. Il soprintendente Antonio Paolucci, ha infatti inviato un dossier al ministro in cui racconta come si svolgerà l'intervento sul capolavoro indiscusso del Rinascimento. «È stato lo stesso ministro a chiedere un breve rapporto sulla vicenda commenta Paolucci Urbani ha piena fiducia nel nostro operato: desidera una nota scritta, in modo da avere tutte le notizie per rispondere a eventuali domande». Ma già l'8 luglio scorso il ministro Urbani, a Firenze per presentare il progetto Nuovi Uffizi, aveva ottenuto dal soprintendente rassicurazioni in merito: motivo, l'appello lanciato da 40 studiosi fra cui Paola Barocchi, Mina Gregori e Leo Steimberg, capitanati da presidente di ArtWatch International, James Beck, che chiedevano di sospendere gli studi per individuare il metodo di pulitura più efficace per il David, e affidarli a una commissione internazionale. «Meno si restaura e meglio è. Soprattutto nel caso del David ci sarebbe bisogno, al massimo, di una leggera spolveratura», il parere dì Paola Barocchi, docente dì Storia dell'arte rinascimentale alla Normale di Pisa e firmataria della petizione. Non la pensa così la direttrice della Galleria dell'Accademia: «Queste polemiche non fermeranno i nostri programmi tuona Franca Falletti . L'intervento previsto per l'inizio di settembre resta confermato». Le polemiche sul David hanno origini lontane: nel marzo scorso, poche settimane dopo la conferenza stampa di presentazione del restauro-show, Agnese Parronchi, figlia del celebre michelangiolista Alessandro, annunciò le sue dimissioni «per divergenze sulle modalità dell'intervento»: non a secco, come voleva lei, ma con impacchi di acqua bidistillata, come ha invece deciso la commissione di esperti, che ha passato l'incarico a Cinzia Parnigoni. La restauratrice, che si è fatta le ossa sui Prigioni e sul S. Matteo del Buonarroti, a settembre metterà le mani sul David, con un obiettivo: concludere in tempo per il suo compleanno, I'8 settembre 2004. Cinquecento anni ben portati.