Si è conclusa la prima edizione del concorso nazionale «Camera pietà. Dipingere il cielo, L'arte nei luoghi di lavoro» - indetto dalla Direzione generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Ministero dei Beni culturali. Nel Complesso monumentale del San Michele, a Roma, ieri sono state inaugurate le opere eseguite dai tre vincitori - Elisa Sasso (Accademia di Brera, Milano), Pietro Pintadu (Accademia di Sassari), Andrea La Rocca (Accademia di Urbino) - che nella fase finale del concorso hanno superato altri trenta artisti scelti tra gli studenti dalle Accademie di Belle Arti italiane. Roberto Cecchi, Direttore Generale per i Beni architettonici e paesaggistici, inaugurando le opere, ha sottolineato l'aspetto «della qualità degli spazi destinati al lavoro. La desolazione dell'ufficio pubblico medio -ha detto - è impressionante, non possiamo accettarla come una fatalità. Un suggerimento può venire dai giovani: per questo abbiamo voluto promuovere con le Accademie di Belle Arti una sensibilità verso i temi della decorazione architettonica, verso il dialogo dell'arte con l'esistente e con i luoghi della quotidianità». «La quantità di reazioni positive e di inviti a trasformare l'esperimento in modello - ha proseguito Cecchi - hanno creato un'atmosfera incoraggiante intorno a Camera Pietà e ci spingono a verificare le condizioni per l'avvio di una seconda edizione».
Uffici pubblici: ma con l'arte si lavora meglio
La prima edizione del concorso nazionale Camera pietà si è conclusa con l'inaugurazione delle opere dei tre vincitori: Elisa Sasso, Pietro Pintadu e Andrea La Rocca. I tre artisti hanno superato altri trenta studenti delle Accademie di Belle Arti italiane. Il Direttore Generale per i Beni architettonici e paesaggistici, Roberto Cecchi, ha sottolineato l'importanza di qualità degli spazi destinati al lavoro e ha promosso la sensibilità verso i temi della decorazione architettonica. La seconda edizione del concorso è stata annunciata.
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