Il ministero dell'ambiente stoppa il progetto dell'Autorità portuale di portare in laguna anche le grandi navi cerealicole. L'ultimo via libera all'operazione, a cui il Porto stava lavorando da tempo in silenzio, doveva arrivare ieri dalla commissione regionale di salvaguardia. Ma alla vigilia della riunione il ministero dell'ambiente ha inviato un documento molto duro in cui solleva diverse obiezioni, sostiene che ci debba essere una valutazione d'impatto ambientale nazionale, e chiede la sospensione ditutte le procedure amministrative in corso. Così ieri anche la commissione di salvaguardia, non dopo un'accesa discussione, ha deciso in sospendere il giudizio per approfondire meglio l'intera questione. Ma in cosa consiste questo nuovo progetto del Porto? Nella darsena di San Leonardo, al termine del canale dei petroli, verrebbe realizzata una cosiddetta "stazione di allibo", un approdo su bricole cioè dove queste grandi navi transoceaniche potrebbero scaricare parte del carico per raggiungere il pescaggio utile a muoversi poi per i canali di Marghera e completare lo scarico. «Si tratta di navi per il trasporto di carico secco, che arrivano a 14 metri e mezzo di pescaggio - spiega il presidente Giancarlo Zacchello -. Questo progetto è già finanziato dai privati che poi avrebbero la concessione. Oltre che da noi, è già stato approvato da Capitaneria di Porto e Soprintendenza. Quello della Salvaguardia è solo l'ultimo passetto. Poi, in 8, 9 mesi di lavoro, verrà ultimato». Per lo scalo commerciale veneziano sarà un «grosso guadagno - sottolinea ancora Zacchello -. Oggi queste navi cerealicole vanno ad allibare a Ravenna o Brindisi. Con questo sistema, creiamo un indotto con Chioggia e il Po, verso Mantova e Cremona. É un'altra fetta importante della nostra economia, un modo per attirare più navi possibili. E poi in questo modo toglieremo dalle strade i tir a vantaggio del trasporto fluviale». Ora però c'è questa presa di posizione del ministero e il fermo della salvaguardia. «Non è una battaglia persa, ma un incidente di percorso» commenta Zacchello che spiega anche di non aver ancora visto il documento arrivato da Roma. Un documento, si diceva, molto duro e dettagliato. A firma del direttore generale, l'ingegner Bruno Agricola, è indirizzato al Porto, a tre altri ministeri (trasporti, infrastrutture, beni culturali), Regione, salvaguardia e Magistrato alle acque. Il nuovo progetto - si legge - «riveste carattere di modifica sostanziale dell'attuale destinazione d'uso del porto, della sua gestione e dei suoi traffici». Insomma «appare come una variante» e come tale ha bisogno di una procedura di via statale. Non solo, dovrebbe essere approvato anche dal Comune ed essere inserito nel Piano regolatore del Porto che ancora manca. Inoltre sarebbe un «ampliamento delle attività portuali commerciali», e non una «sostituzione», con la «dismissione progressiva del terminal petrolifero» come prevede il Palav. Senza contare la mancanza di una «visione generale dell'insieme delle opere che si intendono attuare», anche alla luce della realizzazione del Mose. Queste, in sintesi, le obiezioni del ministero. In commissione di Salvaguardia, ieri, il tema ha tenuto banco per ore. Per alcuni consiglieri bisognava votare comunque, per non bloccare una grande opportunità del Porto. Altri hanno tuonato contro queste altre grandi navi, di dimensioni superiori alle petroliere, dall'impatto devastante per la laguna. Se ne riparlerà. Roberta Brunetti
Il ministero dell'ambiente stoppa il progetto dell'Autorità portuale di Venezia
Il ministero dell'ambiente ha fermato il progetto dell'Autorità portuale per portare in laguna le grandi navi cerealicole. Il progetto, finanziato dai privati, prevede la realizzazione di una "stazione di allibo" in darsena di San Leonardo, dove le navi potrebbero scaricare parte del carico per raggiungere il pescaggio. Il progetto è già stato approvato da Capitaneria di Porto e Soprintendenza, ma il ministero dell'ambiente ha sollevato diverse obiezioni, tra cui la necessità di una valutazione d'impatto ambientale nazionale e la sospensione delle procedure amministrative in corso.
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