Nel cuore di Colle Oppio altre stanze neroniane mai viste Sullarcheologia nasce il patto Veltroni-Rutelli Una vasta ala del complesso sepolta ai tempi di Traiano E da gennaio via alle visite alla Sala della "Volta doro" ------------------------------------------------------------------ Cè Unaltra Domus Aurea sotto il Colle Oppio, accanto a quella che ieri è stata riaperta dopo dodici mesi di lavori. Una parte della Domus neroniana che è rimasta sepolta dai tempi di Traiano. Ma non si potrà vedere ancora per molto tempo, perché mancano i fondi per scavarla. Per ora, invece, i visitatori potranno tornare ad ammirare la porzione di Domus scavata fino ad oggi e, soprattutto, per la prima volta potranno vedere da vicino gli stucchi e le pitture della "Sala della volta doro", opera del grande Fabullus, salendo sui ponteggi che resteranno, permettendo così sia le visite che i restauri. Ieri il sindaco Veltroni e il ministro dei Beni Culturali Rutelli, insieme al sovrintendente per i beni archeologici di Roma Bottini, al soprintendente ai Beni culturali del Comune La Rocca e al direttore generale Marchetti, hanno visitato per primi la Domus nel suo nuovo assetto: un percorso di circa 250 metri, che raggiunge solo 15 delle 35 sale aperte prima dellinterruzione per i lavori di consolidamento e si conclude proprio alla "Sala della volta doro". Un percorso costellato da impalcature che permettono, mentre i restauri continuano, una visione ravvicinata delle pareti e delle volte. Veltroni e Rutelli hanno voluto riaprire insieme la Domus per rappresentare così anche fisicamente un nuovo modo di intervenire nella Capitale, con una collaborazione non formale tra governo e comune. «Loccasione di oggi», ha detto il ministro Rutelli, «è presentare un progetto di lavoro congiunto tra Stato e Comune di Roma con una programmazione degli interventi dedicati allarea archeologica che abbiano una coerenza, una continuità e una concretezza. E questo può essere fatto grazie allistituzione di una commissione mista che sarà insediata a fine gennaio con decreto ministeriale». Si comincia dalla Domus Aurea per cui sono urgenti, come ha detto Veltroni, lavori di consolidamento che permettano poi la fruizione del pubblico. Le infiltrazioni dacqua, le radici degli alberi del parco, le bucature e i danneggiamenti secolari hanno reso la Domus un bene prezioso ma fragile. Per questo, per lintervento congiunto è stato definito un doppio finanziamento. «800 mila euro dalla Presidenza del Consiglio attraverso la protezione civile, contro il rischio elevatissimo di crolli - ha detto Rutelli - Più tre milioni di euro del ministero attraverso il Cipe, per il restauro e consolidamento». «La Domus Aurea è la perla di tutto il progetto Fori», ha detto il sindaco, «Un progetto a cui il Comune di Roma e il ministero dei Beni culturali lavorano ormai da 10 anni. Il progetto Fori prevede una cabina di regia unitaria, sia per gli scavi, sia per lassunzione di Palazzo Rivaldi come Museo dei Fori. Poi cè tutta larea di via dei Cerchi, con la pedonalizzazione della strada e la destinazione del palazzo di via dei Cerchi a museo, speriamo con la collezione Torlonia». Per quanto riguarda la Domus Aurea, per ora si andrà avanti nei prossimi mesi con le indagini per tutta larea orientale, intorno alla sala ottagonale, mentre nel 2007 si aprirà la terza galleria che parte da quella sala, che verrà usata come uscita per il pubblico. Un intervento delicato è quello dei restauri degli affreschi delle volte, attaccati da muffe e umidità, che hanno perso molto del loro splendore. Non possono essere "asciugati" perché si rischia di farli sbriciolare, e anche lilluminazione andrà cambiata, perché dà origine alla fioritura di unalga. Infine, andrà avviata tutta limpermeabilizzazione della Domus dalla superficie di vegetazione che la sovrasta, nel parco. Si tratta di una copertura di terra che ha uno spessore da uno a quattro metri: bisognerà intervenire svuotandola degli attuali materiali e riempendola di argilla. Nel frattempo, continueranno le rilevazioni in tutti gli ambienti della Domus fatti da unimpresa romana, effettuati con un laser scanner che permette di ricostruire sul monitor tutta la superficie delle pareti e delle volte, millimetro per millimetro. Un lavoro possibile grazie alluso della tecnologia avanzata che, solo qualche tempo fa, avrebbe richiesto tempi ed energie molto maggiori.