Nomine regionali, ok ai nomi dei nuovi dirigenti in 11 parchi. Deciderà Marrazzo «Missione compiuta», dice con soddisfazione l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti che ieri ha portato e fatto votare in giunta la contrastata delibera sulle nomine dei parchi. Non è l'ultimo atto, è chiaro: i presidenti non sono ancora stati designati dal governatore Piero Marrazzo, ma lo scoglio più grosso, l'opposizione della Margherita alla nomina dell'ex soprintendente archeologico di Roma Adriano La Regina alla guida del parco dell'Appia Antica, è superato. Al momento della votazione agli assessori Dl non è rimasto altro che astenersi, mentre il collega alla Sicurezza Regino Brachetti, ha abbandonato l'aula per protesta. Ieri la giunta ha approvato le terne degli 11 parchi regionali da cui Marrazzo dovrà scegliere i presidenti. Ma i nomi dei papabili si conoscono da tempo. Oltre ad Adriano La Regina, per Roma ci sono Francesco Petretti alla guida di Roma Natura e Marco di Fonzo, ex Appia Antica, alla presidenza del parco di Vejo. «A breve terminerà la stagione del commissariamento - dichiara Zaratti - Per la prima volta, nella storia della Regione Lazio, tutti i candidati sono stati selezionati attraverso un bando di evidenza pubblica. Adesso occorre una forte spinta innovativa per far ripartire i parchi». L'evento quasi storico, dopo un anno e mezzo di commissariamento, arriva però insieme ad un provvedimento che sta già scatenando la furiosa reazione degli ambientalisti: la finanziaria appena approvata dalla commissione Bilancio della Regione prevede la trasformazione degli enti parco in agenzie, con un manager, ma senza consiglio direttivo, per ridurre le spese. «Si vogliono far fuori le comunità locali e le associazioni. Lo scopo ultimo è far fuori gli stessi parchi?», accusa Italia Nostra, che chiede di eliminare la norma dalla finanziaria. «Nessuno scioglimento automatico degli enti parco - cerca di rassicurare Zaratti - l'articolo 22 approvato in commissione Bilancio prevede che soltanto dopo la scadenza del 31 dicembre 2007 l'organismo direttivo potrebbe essere sostituito da un direttore generale di nomina regionale. In ogni caso, se il provvedimento fosse approvato, presenterò una proposta di legge per preservare l'attuale modello di organizzazione dei parchi del Lazio». «È evidente - dichiara il consigliere regionale Ds Giovanni Carapella - che una struttura basata su 11 enti con 11 presidenti, 11 vicepresidenti, 55 membri degli 11 consigli direttivi, 33 membri degli 11 collegi revisori dei conti non può non essere oggetto di quella cura dimagrante prevista dalla manovra finanziaria. È forse utile, anche alla luce della complicata e lunghissima vicenda delle nomine, un dibattito franco e aperto su questa delicata materia».