Non capita spesso che un Comune rinunci ad un intero piano della propria sede, centralissima e antica di sette secoli, per permettere allo Stato di ampliare una sua pinacoteca; e nei musei italiani, non capita spesso d'ammirare una teoria di Arnolfo di Cambio, Nicola e Giovanni Pisano, Duccio, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli, Francesco di Giorgio Martini, Perugino, Pinturicchio, Pietro da Cortona, che rendono, tutt'intero, il panorama artistico d'una grande Regione. In Umbria, e a Perugia, è però possibile: ieri, il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha inaugurato la nuova Galleria nazionale (il primo progetto risale a 12 anni fa; realizzarlo è costato 8 milioni di euro, finanziati dal Ministero e dal gioco del Lotto), che ai visitatori regala oggi questi contenuti e questi capolavori, anche grazie al "dono" di 1.500 metri quadrati nel Palazzo dei Priori, da parte del Comune. Francesco Rutelli fa notare, giustamente, «la collaborazione tra tutte le istituzioni, che provoca, come sempre, valore aggiunto e esiti perfino sorprendenti»; poi promette, per i beni culturali, «entro la legislatura, sicuri provvedimenti di defiscalizzazione». La direttrice generale regionale, Vittoria Garibaldi («questo giorno sintetizza 18 anni della mia vita»), ricorda «le 70 ditte coinvolte nei lavori, e le 41 sale, più cinque per mostre temporanee», in cui ormai si compendia il maggior museo dell'intera regione: 500 opere esposte nei 4.000 metri quadrati del percorso, e altre 2.500 in quattro depositi (visitabili a richiesta); sette dipinti su dieci, tanto antichi, da essere addirittura su tavola. La storia della Galleria (già provvista d'una Guida, edita da Silvana) si collega a quella dell'Accademia del Disegno, fondata nel 1573 : a 10 anni dal primo istituto del genere, che è quello fiorentino; ed oltre agli immensi maestri che fino al Cinquecento sono vissuti da queste parti (inutile chiedersi se colpisca di più il Polittico di Sant'Antonio, di Piero; quello di San Domenico dell'Angelico; la sequenza dei Perugino; la Madonna con il Bambino di Gentile) vi sono rappresentati anche altri, qui capitati di passaggio, come Orazio Gentileschi, il Sassoferrato, Valentin de Boulogne: un ottimo sviluppo per un'istituzione nata a metà '800'con circa 350 opere in tutto, e limitata, fino a poco tempo fa, ad un unico piano, il terzo, di Palazzo dei Priori. Tra le sale che il Comune ha ceduto, anche quella giusto dietro all'orologio della torre, che funziona dal 1867, e di cui è stato a lungo custode il padre di Aldo Capitini: l'apostolo del pacifismo abitava qui, un'iscrizione lo ricorda, e qui si sofferma anche il Ministro. Durante i lavori, sono pure saltati fuori frammenti d'affreschi del Trecento e, del 1493, un'Ultima Cena di Giannicola di Paolo; mentre in una sala è il Bambin Gesù delle mani di Pinturicchio, frammento d'affresco dall'appartamento Borgia in Vaticano, già a suo tempo presentato: «Sarà esposto anche nella grande mostra che, su quest'artista, organizzeremo a fine 2007, e in cui saranno coinvolte altre città della Regione, oltre a Roma e Siena, dove egli ha lavorato moltissimo», spiega Vittoria Garibaldi. Con cui si congratulano il ministro, il sindaco, e la presidente della Regione. Ah, se fosse sempre così...